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Economia circolare, tra recupero di materie prime-seconde e design sistemico

città: Milano - pubblicato il:
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È una settimana europea di intense riflessioni in tema di sostenibilità. A Strasburgo in sessione plenaria il Parlamento Europeo ha portato in evidenza e licenziando il dibattito sull’economia circolare che ora alza le percentuali di riciclaggio dei rifiuti da 44 al 55% entro il 2025.

In tema di cambiamenti climatici le emissioni di CO2 provenienti dai settori agricolo, trasporti, edilizia e ancora rifiuti dovranno invece essere ridotte del 30% entro il 2030. Ciò contribuirà a raggiungere la riduzione del 40% in tema di gas serra così come deciso nell’Accordo di Parigi.

Una mano alla mitigazione verrà data anche dagli impegni che ogni stato membro dovrà prenderei rispetto alla piantumazione di nuovi alberi al fine di limitare il problema della deforestazione.

Anche il risparmio energetico è una voce discussa in questi giorni a Strasburgo. Obiettivo decarbonizzare entro il 2050 (con riduzione di emissioni dell’80/95%) il parco immobiliare. Le nuove misure prevedono anche le necessarie infrastrutture per la mobilità elettrica, incluso il cablaggio per la ricarica dei veicoli e l’introduzione di dispositivi smart e di domotica.

Intanto, i Ministri dell’Energia della UE si incontrano, oggi, informalmente a Sofia, in Bulgaria. All’ordine del giorno la quantificazione del target di energia rinnovabile al 2030 e la quantificazione e la natura (vincolante/indicativa) del target di efficienza energetica.

Mariagrazia Midulla, responsabile Energia e Clima del Wwf Italia sollecita maggiore attenzione: “perché la UE sia davvero in linea con l’Accordo di Parigi, servono obiettivi più ambiziosi al 2030, a chiederlo sono anche molte utility elettriche, oltre che il Parlamento Europeo. I leader europei hanno deciso di avere una strategia climatica a lungo termine per raggiungere gli obiettivi di Parigi, sapendo benissimo che le strategie a lungo termine servono proprio a determinare traiettorie e obiettivi a breve e medio periodo coerenti con l’obiettivo finale“.

L’appello del Wwf è che l’Italia sostenga almeno il 35% di aumento al 2030 sia per l’efficienza energetica che per le energie rinnovabili.

Il nostro Paese” conclude la Midulladeve ritrovare un posto tra chi vede nell’Unione Europea un luogo di azione collettiva per obiettivi e visioni ambiziose“.

Economia circolare, un tema da sviluppare

In effetti, anche il tema dell’economia circolare dovrebbe forse tendere a una maggior completezza. La proposta e il dibattito voluto e portato avanti dall’europarlamentare Simona Bonafè si è limitato al perimetro dei rifiuti.

Ottimo ridurli al minimo – al 2030 si parla di dover riciclare il 70% dei rifiuti – e superare una volta per tutte gli inceneritori, ma l’economia circolare ha anche dei presupposti produttivi che converrebbe regolamentare.

Con obiettivi e strategie. E – perché no – incentivi.

Paolo Tamborrini, del dipartimento di Architettura e Design al Politecnico di Torino lo chiama design sistemico. Tra i presupposti una filiera che collabora in tutti i sensi e azzera gli scarti che diventano così materia prima-seconda.

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