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Il mercato delle infrastrutture di ricarica per auto elettriche

Infrastrutture di ricarica per auto elettriche

Il mercato europeo della mobilità elettrica è in forte sviluppo da qualche anno con una crescita spinta da enti pubblici e privati, che sostengono con incentivi e investimenti di vario tipo l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica per auto elettriche.

La situazione relativa alla mobilità elettrica è polarizzata tra Paesi più sviluppati e meno sviluppati, anche se è in atto un rapido allineamento di tutti, nazioni e case automobilistiche, verso l’eliminazione graduale dei mezzi di locomozione a combustione, in favore di mezzi poco inquinanti ed ecosostenibili.

Di conseguenza, anche le normative governative e locali si stanno gradualmente adeguando per accogliere e incentivare i cambiamenti in essere.

Infrastrutture di ricarica per auto elettriche, il mercato europeo

Il mercato europeo delle auto elettriche è in costante e rapida crescita: nel 2017 si sono vendute 149.086 auto elettriche (BEV) su un totale di 15.131.778 milioni di unità vendute (+43,6%, lo 0,9% del mercato auto totale).

In Europa circolano 501.798 vetture elettriche (BEV) e circa 670.000 vetture ibride (PHEV) e molti Paesi hanno già deciso di eliminare la vendita e circolazione dei veicoli a combustione nel medio o lungo termine, come Norvegia (dal 2025) e Olanda (dal 2035).

Inoltre, sulla stessa scia dei Paesi europei, anche numerose case automobilistiche hanno deciso di adeguarsi allo stesso trend, cessando la produzione dei veicoli diesel, che risultano i più inquinanti della categoria.

Il mercato italiano delle auto elettriche, al contrario, è ancora molto arretrato: nel 2017 sono state vendute 1.967 vetture elettriche (BEV) (0,1% del mercato) e 66.000 auto ibride (PHEV) (+ 71% rispetto al 2016).

Nel nostro Paese, tuttavia, nonostante la mobilità elettrica sia ancora un settore di nicchia, è comunque un mercato in procinto di una forte espansione; oggi, infatti, vi sono tutti i presupposti affinché le auto elettriche diventino lo standard ecosostenibile della mobilità italiana:

  1. PNIRE: stanziati 33,5 milioni di euro da investire nell’installazione di infrastrutture di ricarica moderne
  2. ENEL: stanziati 100-300 milioni di euro per l’installazione di 7-15mila colonnine di ricarica, entro il 2021
  3. Città di Roma: annunciato lo stop alla circolazione delle macchine alimentate a diesel nel centro città a partire dal 2024

Alcuni comuni, province o regioni, tuttavia, sono già da tempo attivi sul tema della mobilità elettrica, promuovendola e sostenendola attraverso politiche incentivanti l’acquisto del veicolo e l’installazione di infrastrutture di ricarica per auto elettriche.

Alcuni esempi virtuosi sono quelli della Provincia autonoma di Trento che ha incentivato a fine 2017 l’acquisto di auto elettriche o ibride plug-in con un contributo che varia da 4 a 6mila euro oppure quello della Regione Lombardia attraverso un bando che ha stanziato fino a 1.500 euro a fondo perduto per ogni punto di ricarica installato entro la fine del 2017.

Infine, sono numerose le Regioni che operano l’esenzione da 3 a 5 anni dal pagamento del bollo auto per i possessori di auto elettriche o ibride.

Il contesto legislativo relativo alle infrastrutture di ricarica per auto elettriche

Il contesto legislativo italiano si è adeguato rapidamente a tali cambiamenti. Con l’approvazione del decreto 257/2016, a recepimento della direttiva 2014/94/UE AFID, dal 31/12/2017 è diventata obbligatoria la predisposizione per l’installazione di infrastrutture di ricarica per auto elettriche in:

  • edifici di nuova costruzione ad uso non residenziale, con superficie superiore a 500 m2
  • edifici residenziali di nuova costruzione con più di 10 unità abitative
  • fabbricati già esistenti sottoposti a ristrutturazione edilizia di primo livello (cioè soggetti a un intervento che coinvolga almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico)
  • almeno il 20% degli spazi a parcheggio (coperto o scoperto) e dei box auto totali devono permettere la ricarica di una vettura

Milano, Torino, Bologna e Campobasso hanno già inserito una norma nel proprio regolamento edilizio che vincola gli edifici (residenziali e non, superiori a 500 m2 e di nuova costruzione, tranne gli edifici pubblici) a predisporre l’allaccio di infrastrutture di ricarica per auto elettriche.

A Milano l’attuale Regolamento edilizio approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n.27 del 2 ottobre 2014 prevede al comma 7 dell’art.115 – Parcheggi: “nelle nuove costruzioni tutti i box dovranno essere dotati di presa elettrica con contabilizzazione dei consumi per la ricarica delle batterie dei motori dei veicoli elettrici“.

Naturalmente, soprattutto nei box condominiali, l’impianto elettrico a monte della colonnina di ricarica dovrà essere adeguatamente dimensionato in termini di sezione dei conduttori e protetto contro eventuali sovraccarichi, cortocircuiti e dai rischi di contatti indiretti come prescritto nella sezione 722 della norma impianti CEI 64-8.

Oggi esistono 4 modalità di ricarica principali:

  1. Modo 1: carica lenta (6-8 ore), connessione del mezzo alla rete AC con connettori domestici o industriali fino a 16 A (adatto solo ad e-bike e ad alcuni veicoli leggeri, ma non alle auto elettriche)
  2. Modo 2: carica lenta (6-8 ore) o accelerata (2-3 ore), connessione del veicolo alla rete AC con connettori domestici fino a 16 A o industriali fino a 32 A e dispositivo di controllo sul cavo (In-cable Control and Protection Device)
  3. Modo 3: carica lenta (6-8 ore), accelerata (2-3 ore) o veloce (15-30 minuti), connessione del mezzo alla rete AC con connettori dedicati fino a 63 A e dispositivo di controllo nella stazione di ricarica
  4. Modo 4: carica veloce (15-30 minuti) o ultra veloce (15-10 minuti) in corrente continua, connessione del veicolo alla rete in AC con caricabatterie AC/DC esterno

In Italia, le modalità 1 e 2 sono consentite solo in ambienti privati, mentre per ambienti pubblici, aperti a terzi, è obbligatorio adottare le modalità 3 e 4, che meglio soddisfano i requisiti di sicurezza e affidabilità.

In conclusione, la mobilità elettrica rappresenta oramai un trend a cui nessun Paese può sottrarsi: l’Italia dovrà pertanto accogliere la sfida e giocare un ruolo da protagonista, grazie alla competenza, professionalità e il know-how che da sempre caratterizzano la filiera italiana dell’impiantistica elettrica.

L’articolo è stato redatto grazie alle informazioni inviate da Prosiel, associazione senza scopo di lucro rappresentante i principali attori della filiera elettrica, che opera per promuovere la cultura della sicurezza, prevenzione e innovazione elettrica anche nell’ambito delle infrastrutture di ricarica per auto elettrica.

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