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Milano Porto di Mare, tutto pronto per il nuovo parco

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 26 aprile 2018
milano porto di mare

Milano Porto di Mare: quasi tutti i 65 ettari di parco, polmone verde per l’area di Rogoredo, sono pronti per essere restituiti ai cittadini grazie alla preziosa opera di riqualificazione che Italia Nostra, sezione di Milano Nord, sta portando avanti dallo scorso settembre.

In occasione della giornata dedicata alla Terra, Green Planner ha partecipato a un sopralluogo condotto da Silvio Anderloni, direttore di BoscoInCittà, che ha alle spalle la riqualificazione di molte aree di Milano, compreso il Parco delle Cave.

Erano gli anni ’90” ci ricorda pensando a quell’esperienza che oggi è un polmone verde per la città “e la situazione era veramente molto peggiore di quello che abbiamo ritrovato qui a Milano Porto di Mare“.

È vero” continua “2 ettari sono ancora relegati a quello che chiamano il boschetto della droga, ma stiamo lavorando sui restanti 63 ettari. Laghetti compresi“.

Italia Nostra, incaricata dal Comune e dall’assessorato di Maran alla gestione dell’area fino al 2022, collabora fattivamente con le associazioni attive nella zona di Milano Sud. È una vera e propria gara di bonifica dei materiali più disparati. Spazzatura che – ancora per poco – offende questo bellissimo territorio.

Milano Porto di Mare, un’area da rivalutare e sfruttare

Spazi immensi che ricordano una vera e propria prateria; microclimi che anticipano un ritorno alla biodiversità; aree naturali di salici e pioppi che qui crescono spontanei.

Un percorso bianco – che ricorda la passerella di Cristò sul Lago di Iseo – ci porta alla collina che fino agli anni ’70 era una discarica Amsa.

Ora Milano Porto di Mare, con tutta la sua affascinante storia alle spalle (nel 1919 la zona era stata scelta per costruire un porto commerciale e uno industriale che arrivasse fino a Cremona e al Po), sarà per lo più sentieri, zone destinate ad attività di svago e sportive (previste piste di mountain bike, zone di osservazione della fauna soprattutto nella zona umida dei pratoni) collegamenti ciclopedonali con le zone limitrofe che sono il parco agricolo attorno all’Abbazia di Chiaravalle e il Parco del canale del Vettabbia.

E questo” svela Anderloni “è solo l’inizio“. Ma se è vero che lo stesso Shakespeare aveva citato questa zona di crocevia di acque già nelle sue opere, ci possiamo immaginare un futuro da applausi.