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Crescono le richieste di sostenibilità per la gestione delle supply chain

città: Milano - pubblicato il:
gestione delle supply chain

Nel settore manifatturiero, la richiesta di sostenibilità è sempre più pressante per le imprese, nonostante quasi la metà di loro si consideri ancora alle prime armi; lo rivela uno studio di Dnv Gl, con il supporto di GFk Eurisko, che ha analizzato la sostenibilità nella gestione delle supply chain.

Tra le domande rivolte alle aziende, la ricerca ha indagato quali sono le modalità con cui si approccia la sostenibilità di gestione delle supply chain e quale grado di maturità hanno acquisito in questo ambito; l’indagine ha coinvolto 1.400 professionisti nei mercati Europa, Asia e America di diversi settori e dimensioni e ha coinvolto anche Sedex (Supplier Ethical Data Exchange), associazione senza scopo di lucro che gestisce la più grande piattaforma collaborativa al mondo per la condivisione di dati sull’approvvigionamento responsabile nelle catene di fornitura.

Gestione delle supply chain, i risultati della ricerca

Le aziende oggi sono oggetto di maggiori pressioni per dimostrare la sostenibilità della propria supply chain rispetto alla scorsa edizione del sondaggio avvenuta nel 2014 (86%; +6%).

Il 76% afferma che i principali driver che influenzano la loro gestione delle supply chain sostenibili sono proprio i clienti, mentre 9 professionisti su 10 dichiarano che la sostenibilità nella supply chain è tenuta in grande considerazione nelle loro decisioni di acquisto.

La pressione arriva da molteplici direzioni, risulta infatti generata da diversi stakeholder, sia diretti, sia indiretti che si aspettano dalle imprese una gestione proattiva di tutti i livelli della loro catena di approvvigionamento, in modo da contribuire agli obiettivi di sostenibilità di tutta la comunità, a livello globale.

Otto aziende su dieci (81%), infatti, hanno intrapreso almeno un’azione per migliorare la sostenibilità lungo la supply chain. Le azioni sono per lo più condotte autonomamente e limitate nella portata ai fornitori di primo livello, mentre le azioni dirette ai fornitori degli altri livelli sono scarse.

Il 39% delle imprese ha svolto direttamente audit presso alcuni fornitori, mentre il 36% ha richiesto ai propri fornitori di fornire informazioni e il 32% ha aperto un dialogo con i fornitori per affrontare le questioni relative alla sostenibilità oppure ha implementato una policy di sostenibilità.

Solo il 7% degli intervistati ha raggiunto tutti i livelli della filiera.

Le aziende leader nella gestione delle supply chain in modo sostenibile

L’indagine ha individuato un numero di aziende, definite leader, che sono in prima linea in materia di sostenibilità nelle supply chain e che si contraddistinguono per un approccio più strutturato.

I leader “si sono allontanati” dalle iniziative svolte in autonomia ed estendono le proprie attività ai fornitori di tutti i livelli delle proprie catene di approvvigionamento. Sono più attivi della media dei partecipanti al sondaggio e adottano approcci più organizzati e strutturati, per esempio ricorrendo maggiormente a terze parti per effettuare audit presso i fornitori (in base a protocolli proprietari o a standard internazionali), o ricorrendo a training e programmi di formazione dedicati ai fornitori (30%).

In aggiunta, i leader affermano che attraverso le loro azioni per migliorare la sostenibilità nella loro catena di fornitura, hanno migliorato: la loro brand reputation (65%), la loro abilità nel soddisfare le richieste/necessità dei clienti (58%) e hanno ottenuto un incremento del market share (32%).

Il sondaggio, infine, rivela che la diffusione di dati e informazioni sulla sostenibilità della supply chain è ancora in una fase iniziale nonostante le opportunità rese disponibili dalla digitalizzazione. Solo il 20% degli intervistati, leader compresi, hanno reso pubblici dati e informazioni.

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