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Torna in campo, migliorato, il Corpo Europeo di Solidarietà per i giovani

città: Milano - pubblicato il:
Corpo Europeo di Solidarietà

Il Corpo Europeo di Solidarietà, iniziativa che dal 2017 coinvolge giovani tra i 18 e i 30 anni in progetti di volontariato, tirocinio e lavoro, dopo un periodo di test sul campo torna con una serie di migliorie ancora in approvazione al Parlamento europeo.

A cominciare dall’obbligatorietà della remunerazione dei tirocini.

Si devono a Brando Benifei, europarlamentare del Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici, i nuovi spunti che sono stati portati all’attenzione del trilogo con l’obiettivo della Commissione europea e di riuscire ad avere un accordo politico di massima all’inizio del mese di giugno, e di chiudere il testo legislativo in tutte le sue entro la fine dello stesso mese.

L’obiettivo primario” spiega Benifeiè garantire che il corpo europeo di solidarietà non apra la porta a possibili distorsioni che vedano i volontari utilizzati per mansioni che dovrebbero essere espletate nell’ambito di un regolare rapporto di lavoro retribuito.

In questo senso, nella legislazione occorre sventare qualsiasi rischio di sostituzione. Per tale motivo il relatore per parere ritiene necessario distinguere nettamente il volontariato dal tirocinio e dall’occupazione, anche per quanto riguarda i finanziamenti assegnati alle due sezioni.

Occorre rafforzare nel testo il riferimento alle salvaguardie occupazionali, nonché menzionare esplicitamente la necessità che i posti di lavoro e i tirocini rispettino integralmente la normativa nazionale applicabile, siano obbligatoriamente remunerati e siano di qualità elevata“.

Corpo Europeo di Solidarietà, ecco come funzionerà

In sostanza i tirocini, dalla durata di 3/6 mesi saranno rinnovabili solo una volta (per eliminare il rischio di un circolo vizioso di stage senza reali sbocchi lavorativi), e si elimina il limite massimo della durata dei possibili contratti di lavoro, originariamente posta a 12 mesi dalla Commissione europea. Tali posti di lavoro, inoltre, devono avere durata minima di 6 mesi.

Tra le nuove regole proposte da Benifei, rientrano anche alcune misure per migliorare e rafforzare l’accesso alle persone con disabilità, e il divieto posto alle compagnie a scopo di lucro di associarsi al programma per ricevere volontari, in modo da evitare che il normale lavoro retribuito venga sostituito da quello volontario.

Tutte salvaguardie che vogliono rendere il programma più in linea con le esigenze della società e dei giovani, e che danno maggiori garanzie a chi aderisce per motivi di lavoro.

Anche se il Regolamento con le nuove misure non è stato ancora approvato, il Corpo Europeo di Solidarietà è già operativo: i ragazzi italiani possono accedere al portale online e creare il proprio account.

L’idea su cui si basa l’iniziativa è semplice: mettere in contatto i giovani aderenti con organizzazioni di volontariato, aziende, imprese sociali, camere di commercio, centri per l’impiego e coinvolgerli nella realizzazione di progetti solidali.

Tra i tanti progetti si va dalla protezione dell’ambiente fino alla prevenzione e gestione di catastrofi naturali, passando per la promozione dell’istruzione, dell’integrazione, di sport, cultura e di una partecipazione democratica attiva.

Chi vuole registrarsi deve dichiarare di condividere la missione e i principi del Corpo Europeo di Solidarietà, indicare alcuni dati personali di base, il tipo di progetto che interessa e la disponibilità a far parte a un’azione di volontariato, a un tirocinio o un lavoro.

Il profilo include anche un breve resoconto delle esperienze precedenti, il periodo di disponibilità e il Paese o i Paesi in cui si vorrebbe lavorare, oltre alle motivazioni che spingono il candidato a impegnarsi in un’azione solidale. L’account diventa poi accessibile alle organizzazioni che aderiscono all’iniziativa in modo che imprese e associazioni possano contattare potenziali lavoratori o volontari.

Quali le prospettive per il futuro di questa iniziativa? A detta di Benifei “l’obiettivo dell’Unione Europea è raggiungere circa 100.000 collocamenti nei prossimi 3 anni, un obiettivo molto ambizioso e che richiederà certamente un importante sforzo da parte non soltanto delle istituzioni nazionali ed europee nella messa in atto del programma“.

Annunciato nel dicembre 2016 e diventato operativo nel giugno 2017, il Corpo Europeo di Solidarietà – se saranno approvate le nuove regole – potrà sfruttare al massimo il proprio potenziale anche sul fronte occupazionale, offrendo ai giovani possibilità di lavoro e tirocinio remunerato nel proprio Paese o all’estero.

Per concretizzare questo impegno, però, serve assicurare il più ampio coinvolgimento possibile degli attori economici e risolvere alcuni punti ancora critici, semplificare la registrazione, comunicare in modo più capillare e, soprattutto, avere la certezza di risorse sufficienti per coinvolgere il maggior numero di ragazzi già registrati.

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