Home Imprese Sostenibili Con il film documentario Blue Heart, Patagonia accende i riflettori sulle dighe

Con il film documentario Blue Heart, Patagonia accende i riflettori sulle dighe

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Alzare l’attenzione sugli ultimi fiumi incontaminati dell’Europa dell’Est le cui popolazioni stanno difendendo a costo della loro vita, affinché cemento e tecnologie idroelettriche (soprattutto quelle non all’avanguardia) non vadano a distruggere territori vergini con l’intento di produrre energia elettrica neppure necessaria in loco.

È quanto si propone di fare il nuovo film documentario Blue Heart voluto da Patagonia, che sta pianificando un tour di proiezioni anche nel nostro Paese per diffondere la conoscenza di questo potenziale disastro ambientale.

A essere colpite sono zone come la Bosnia Erzegovina, l’Albania e la Macedonia. Qui interi villaggi potrebbero essere spazzati via. Il documentario riporta le voci di uomini e donne che si battono per preservare la biodiversità e l’ambiente naturale che caratterizza questa zona.

Si parla di 3.000 potenziali progetti idroelettrici come anticipa Damiano Bertolotti, environmental e marketing coordinator di Patagonia Italia, durante la proiezione milanese.

Se l’opposizione locale dovesse fallire, 20.000 chilometri di ruscelli lucenti e incontaminati, affluenti impetuosi e correnti degli ultimi corsi d’acqua incontaminati del continente verrebbero danneggiati per sempre da migliaia di dighe e derivazioni, in un momento in cui costruire idroelettrico significa rispettare nuovi parametri sia tecnologici che ambientali.

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