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Uno studio pilota sul Glifosato mostra pericoli per la salute anche a dosi sicure

città: Bologna - pubblicato il:
glifosato

Riflettori puntati sul glifosato e sui suoi effetti dannosi per la salute che, adesso, sembrerebbero presenti anche con dosi finora ritenute sicure per il nostro organismo.

Lo rivelano i primi risultati di uno studio pilota sul glifosato che l’Istituto Ramazzini ha presentato al Parlamento Europeo in una conferenza stampa organizzata dal Gruppo Greens/EFA.

I risultati dello studio pilota – pubblicati da Environmental Health Journal – che riguardano l’erbicida più diffuso in agricoltura (consumo stimato globale in circa 825.000 tonnellate/anno) hanno inoltre innescato una campagna di crowdfunding a sostegno di un ulteriore studio a lungo termine che valuti anche la cancerogenicità del prodotto.

Una discussione che dura da tempo e che vuole approfondire e chiarire gli aspetti scientifici più critici emersi sul glifosato e i suoi formulati durante il processo di autorizzazione UE, conclusosi nel novembre 2017.

Racconta Fiorella Belpoggi, Direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini, che “l’Istituto Ramazzini ha preferito non entrare nella discussione, ma rispondere in maniera scientifica, mettendo a punto un disegno sperimentale integrato, da svolgere in 2-3 anni.

Con tale disegno vengono monitorati molteplici parametri rilevanti per la salute umana, dagli effetti sullo sviluppo, alla neurotossicità, all’interferenza endocrina e infine anche alla cancerogenicità.

Lo studio dovrebbe concludersi prima del prossimo processo di rinnovo dell’autorizzazione nel 2022 e fornire una base solida per una decisione basata su dati scientifici indipendenti. Oggi lo studio è stato validato, e sarà pubblicato.

Importantissimo, lo voglio ribadire, è l’evidenza che il glifosato si accumula nel nostro corpo per un lungo periodo. Il bioaccumulo è una delle spiacevoli sorprese che non avevamo ancora scoperto“.

Cosa ci racconta lo studio pilota sul glifosato

Una prima fase sperimentale si è svolta presso l’Istituto Ramazzini a partire dal 2016. Tale studio pilota ha indagato la tossicità del prodotto e dei suoi formulati in diversi periodi della vita (neonatale, infanzia e adolescenza).

Il glifosato e un suo formulato commerciale sono stati testati entrambi a una sola dose, corrispondente alla dose giornaliera ammissibile di glifosato attualmente consentita negli Stati Uniti, pari a 1,75 mg/Kg/bw.

Partner dello studio sono stati l’Università di Bologna (Facoltà di Agraria, Veterinaria e Biostatistica), l’Istituto Tumori di Genova, l’Istituto Superiore di Sanità, la Mount Sinai Ichan School of Medicine, New York, (NY), e la George Washington University, Washington, DC, (USA).

Possiamo oggi affermare” continua Belpoggiche il glifosato e i suoi formulati, anche a dosi ritenute sicure (ADI USA) e per un periodo espositivo relativamente breve (in termini di età equivalente nell’uomo, dalla vita embrionale ai 18 anni di età), sono in grado di alterare alcuni parametri biologici di rilievo“.

Tra i parametri biologici di rilievo che rischiano di essere alterati c’è un’alterazione dello sviluppo sessuale soprattutto nelle femmine trattate. Nei ratti trattati sia maschi che femmine si sono evidenziate alterazioni statisticamente significative del microbioma intestinale, in particolare durante il periodo dello sviluppo.

Per quanto riguarda la genotossicità, si è osservato un aumento statisticamente significativo dei micronuclei nei ratti trattati con il formulato, in particolare nel primo periodo di vita.

I ratti trattati con glifosato puro o con formulato hanno mostrato nelle urine livelli del pesticida e del suo principale metabolita (AMPA) molto simili, senza differenze significative nell’assorbimento ed escrezione di glifosato fra i due gruppi trattati.

È stato inoltre osservato un effetto di bioaccumulo del glifosato, proporzionale al tempo di trattamento. Sulla rivista Environmental Health sono stati pubblicati i risultati sul microbioma intestinale e sui biomarker espositivi. I risultati sullo studio dei parametri riproduttivi e di genotossicità sono attualmente in fase di peer review e pubblicati presto.

Alla luce di questi risultati” afferma Belpoggiè assolutamente necessario approfondire l’indagine sulla riproduzione e lo sviluppo e acquisire dati indipendenti sulla cancerogenesi. Solo in questo modo nel 2022 il Parlamento Europeo potrà prendere decisioni basate su solide basi scientifiche indipendenti. Auspichiamo che, oltre ad aiutarci per un supporto economico, le Istituzioni vogliano partecipare al Board Tecnico Scientifico che controllerà la conduzione dello studio presso i nostri laboratori“.

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