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Esperienze di verde in carcere: apre anche il giardino a San Vittore

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Verde in carcere: anche il penitenziario di San Vittore a Milano avrà il suo giardino interno. Lo ha annunciato l’assessore al verde, Pierfrancesco Maran che conferma che sarà inaugurato durante la Green Week di settembre.

I lavori sono iniziati circa un anno fa, come ci racconta Franco Beccari di Legambiente.

Verde in carcere, varie esperienze in tutta Italia

Il progetto milanese si inserisce tra le buone pratiche già adottate da diversi istituti penitenziari in giro per l’Italia. A Oristano, per esempio, si coltivano ortaggi che poi vengono venduti in città. A Bollate, altro carcere milanese, il verde in carcere è ormai un progetto virtuoso incontestabile.

E ora il vivaio, che qui ha vita, ha attivato un circuito virtuoso che prevede anche una sorta di bacheca dell’usato per le piante in esubero e che, quindi, si possono acquistare inviando una mail a [email protected].

I responsabili del servizio avvisano: “concorderemo insieme numeri, prezzo e modalità di ritiro“. Il servizio è gratuito per i giardini condivisi e tutte le altre attività socialmente utili.

Perché il verde per prima cosa fa bene. E non fa eccezione se si parla di verde in carcere.

La presenza, all’interno delle carceri, di orti e spazi verdi” fa notare Alessandra Gorini, Ph.D. Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia & Centro di Ricerca e Intervento sui Processi Decisionali “è di grande giovamento al detenuto. Da una parte, la presenza di verde è un toccasana per il corpo e per lo spirito tanto che, dice la letteratura scientifica, coloro che vivono a contattano con il verde hanno circa il 30% di probabilità in meno di soffrire di depressione. Dall’altra, la cura dell’orto è di per sé un’attività che fa bene e gratifica per svariati motivi“.

Fine educativo/formativo a valenza occupazionale convivono nella seconda fase del giardino sinergico-terapeutico avviato nel carcere di Taranto, dove una grande aiuola si è trasformata da spazio incolto e per niente utilizzato, ad area dedicata alla coltivazione, sia di piante officinali (origano, lavanda, maggiorana…), che di ortaggi.

A Ferrara tanti giardini sono da scoprire perché nascosti. Non fa eccezione L’orto segreto coltivato dai detenuti che abitano il carcere dell’Arginone e che da qualche tempo apre in contesti speciali le porte al pubblico.

Avviene in particolare durante il festival di Interno Verde dedicato ai giardini più suggestivi e curiosi della città – che quest’anno si è tenuto a metà maggio.

Nei carceri di Arezzo e Pistoia, i giardini sono stati creati con tante piantine e fiori per far incontrare i figli dei detenuti in un ambiente sereno, dove anche gli animali sono ammessi. Ed è quello che avverrà anche al carcere di San Vittore di Milano. Perché il progetto prevede proprio una seconda fase che si occuperà di gestire un nuovo giardino dedicato alle visite dei parenti.

Il consiglio della psicologa a riguardo del verde in carcere è che “promuove il movimento e l’attività all’aria aperta e stimola il raggiungimento di obiettivi (la crescita del seminato) che aumentano l’autostima e riducono lo stress. Attività di questo tipo, quindi, migliorano la salute mentale, dando a chi le pratica uno scopo e un desiderio di realizzazione che riducono la sensazione di isolamento e malumore tipicamente ingenerata dall’ambiente carcerario“.

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