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Emergenza nutrie in Lombardia: ingenti i danni ogni anno

città: Milano - pubblicato il:
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Emergenza nutrie in Lombardia: secondo Coldiretti le Myocastor coypus, insieme ai cinghiali e ad altre specie selvatiche, sarebbero responsabile ogni anno di centinaia di migliaia di euro di danni.

Sempre Coldiretti calcola che negli ultimi tredici anni i danni causati dalla fauna selvatica in Lombardia abbiano superato i 17 milioni di euro.

Intanto, il censimento delle nutrie parla di almeno due milioni gli esemplari di nutrie presenti in Lombardia. Il dato è firmato la Coldiretti regionale in base alle stime più recenti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Emergenza nutrie in Lombardia: i rimedi della regione

L’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, ha annunciato entro fine mese un nuovo piano regionale per il contenimento e l’eradicazione della specie.

Se dieci anni fa questi roditori potevano essere considerati un elemento esotico delle nostre campagne” spiega Coldiretti Lombardiaadesso la loro proliferazione le porta ad arrivare anche nelle periferie delle città, sulle piste ciclabili e sulle strade, oltre a ridurre a colabrodo le sponde dei canali e a devastare i campi“.

Si tratta di una vera emergenza nutrie” spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia “alla quale bisogna rispondere con risorse e strumenti adeguati. Questi animali, infatti, oltre a provocare danni alle colture nelle aziende agricole, sono un pericolo per la sicurezza delle persone: spingendosi sempre più verso le zone abitate e trafficate provocano incidenti e portano con sé il rischio di diffondere alcuni parassiti potenzialmente pericolosi anche per gli uomini“.

Ma come rispondono le associazione animaliste? Secondo la Lavla bozza del Piano nazionale di gestione della nutria è gravemente lacunosa perché i dati su cui sono basate le azioni previste sono inconsistenti, imprecisi, insufficienti, spesso privi di riferimenti bibliografici“.

In particolare Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici chiede “la revisione completa del Piano, a cominciare dal capitolo che riguarda l’individuazione degli strumenti utilizzabili per il controllo numerico delle nutrie, abolendo qualsiasi ricorso a fucili e trappole, in favore dell’impiego esclusivo di metodi non letali, così come previsto dal Regolamento Europeo 1143/2014 per la gestione delle specie alloctone“.

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