Home In evidenza L’aria cattiva di Milano: una mappa per vedere dove si respira peggio

L’aria cattiva di Milano: una mappa per vedere dove si respira peggio

città: Milano - pubblicato il:
aria cattiva a milano

Una mappa online dettagliata e interattiva mostra l’aria cattiva di Milano: è il risultato del progetto di scienza partecipata NO2, No grazie. Stop ai diesel in città ideato da Cittadini per l’aria, associazione che si batte per la promozione di un ambiente salubre.

Attraverso un processo di analisi di machine learning, Massimo Stafoggia, del Dipartimento di Epidemiologia – Servizio Sanitario Regione Lazio, ha potuto lavorare sui dati rilevati dai volontari di Cittadini per l’aria e il risultato è la stima delle concentrazioni medie annue di NO2 sull’intera area di Milano, zona per zona.

La situazione è allarmante: in città, anche nelle zone dove è attiva l’area C, il livello di biossido di azoto (NO2) supera ancora i livelli di guardia: così l’aria del capoluogo lombardo non rispetta il limite di 40 mg/m definito dalla UE.

Aria cattiva a Milano: gli impatti sulla salute

I risultati parlano chiaro: a partire dai campioni raccolti nel 2017, 157 scuole e asili, l’associazione stima che la concentrazione annuale di biossido presente nell’aria oltrepassi il limite di legge nel 50% dei casi. Anche la situazione dei parchi milanesi è tutt’altro che rosea perché l’aria che si respira nel 56% delle aree verdi supera la soglia annuale di 40 mg/g stabilita dall’Unione Europea.

Al centro delle preoccupazioni di Cittadini per l’aria è l’impatto del biossido di azoto sulla salute, in particolare su quella dei più piccoli.

aria cattiva a milano

In quanto irritante delle vie respiratorie, l’esposizione a un forte tasso di NO2 aumenta i casi di asma e di allergia e, una volta diventata cronica, può causare danni al sistema nervoso centrale, oltre ad avere conseguenze nocive sui feti e aggravare le malattie neurodegenerative.

Grazie alla mappatura realizzata da Cittadini per l’aria, il Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio ha potuto rilevare l’incidenza di NO2 sulla mortalità del capoluogo lombardo: soltanto a Milano sono 594 i decessi imputabili all’inquinamento fuorilegge.

Aria cattiva: come agire per far fronte all’inquinamento da ossidi?

Chiediamo al Comune di verificare le misure per rientrare almeno nei 40 mg nel più breve tempo possibile” dichiara Anna Gerometta, presidentessa di Cittadini per l’aria. Il 2025 – data entro cui Milano vorrebbe diventare diesel free – appare troppo lontana. Secondo Gerometta i veicoli diesel vanno bloccati già dal 2019, almeno quelli che fanno sforare la concentrazione di NO2 rispetto agli standard europei.

Inoltre, continua Geromettaè importante la pianificazione: il Comune deve prendere in considerazione la questione del biossido di azoto sia dal punto di vista delle nuove scuole da costruire, sia da quello degli edifici già esistenti che necessitano di lavori di ristrutturazione e che non possono essere spostati“.

La concentrazione di biossido di azoto dovrebbe insomma diventare uno dei criteri da prendere in considerazione nella panificazione comunale.

A detta di Marco Granelli, Assessore all’Ambiente e alla Mobilità della città di Milano, il Comune sta già avanzando nella direzione indicata dai Cittadini per l’aria. “Si tratta di misure strutturali e non emergenziali” sottolinea l’assessore.

È il caso del progressivo blocco dei veicoli più inquinanti che punta a diminuire in misura significativa la circolazione dei diesel in tutta l’area urbana entro il 2025.

Si partirà dal blocco degli Euro 3 Diesel nell’autunno 2018 e si passerà poi al divieto – anticipato dal 1 ottobre 2020 al 1 ottobre 2019 – per gli Euro 4 di entrare in città nei giorni feriali durante il semestre invernale, uno stop che dal 2021 si estenderà a tutto l’anno salvo le domeniche.

Blocco leggero anche per gli Euro 5 a partire dal 2024, mentre la circolazione degli Euro 6 sarà limitata dal 2025. Al blocco progressivo degli Euro diesel si accompagneranno maggiori controlli: l’utilizzo delle telecamere per la ZTL e l’installazione di nuove telecamere permetterà di monitorare il traffico milanese, identificando i veicoli a maggior impatto ambientale.

Condividi: