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Turismo sostenibile: al Wao Festival si scopre l’Umbria

città: Terni - pubblicato il:
wao festival

La permacultura fa festa in Umbria. È questo, infatti, uno dei temi principe del Wao Festival che si terrà dal 14 e al 19 agosto sul Monte Peglia a San Venanzo (TR). Wao sta per We Are One e concentrerà i suoi cinque giorni attorno a musica, seminari, cultura psy-trance e natura.

Portato avanti dalla WAO Sustainable Solutions, che offre servizi per aiutare enti pubblici e privati nello sviluppo di progetti eco-friendly, l’intero progetto è focalizzato sull’unione di arti visionarie, eco-architettura, nutrizione consapevole, produzione di cibo biologico ed energia sostenibile.

Il grande fulcro del Wao Festival è quello della permacultura, un metodo di gestione dei paesaggi che unisce tante discipline e ideato da Bill Mollison e David Holmgren negli anni Settanta che, per dirlo con le parole del festival, mira alla reintegrazione armoniosa e rigenerativa delle attività umane nei territori imitando le sinergie e relazioni benefiche degli ecosistemi naturali. Suo fine primario è beneficiare la vita in tutte le sue forme.

Durante l’evento verranno così affrontati i temi della gestione dell’acqua, del suolo e il food forest (coltivazione di diversi tipi di piante nello stesso impianto per favorire l’auto-fertilità e l’autoregolazione).

Wao Festival, i temi trattati

Case-nave e architettura vernacolare: questi i due aspetti di eco-architettura che saranno trattati. Earthships: Off-Grid Vision racconta delle abitazioni costruite partendo dall’idea della casa-nave, che permettono agli inquilini di essere il più autonomi possibile e di limitare il proprio impatto ambientale, applicando i principi dell’economia circolare, con l’utilizzo di prodotti per l’edilizia naturali e il riciclo di materiali e acqua.

L’architettura vernacolare, invece, deriva dallo sviluppo di progetti abitativi di adattamento alle risorse e all’ambiente in cui si vive, anche in termini climatici, tramandati grazie all’esperienza delle generazioni precedenti.

Legato all’eco-architettura che c’è anche il Giro del mondo degli Ecovillaggi, un workshop per farsi un’idea delle comunità internazionali esistenti e capire quale sia la peculiarità di ciascuna.

Data la location immersa nella natura, non poteva mancare l’animal tracking, un seminario per imparare a riconoscere le tracce degli animali selvatici e capire come questi si muovono, per riavvicinarsi all’ambiente naturale. C’è da augurarsi che il volume della musica non disturbi o spaventi troppo la fauna selvatica presente nella zona!

Wao Festival: i dettagli logistici

Nel biglietto per i 5 giorni del Wao Festival – 115 euro tariffa standard o 125 euro con servizio navetta dalla stazione di Orvieto – è compreso il campeggio, mentre per chi giunge in camper la piazzola prevede un sovrapprezzo (64 euro).

La sostenibilità non passa solo per ciò che viene proposto dal festival, bensì anche per come si vive durante i giorni in cui si svolge. Infatti, gli animali da compagnia non sono ammessi, per evitar loro un eccessivo stress, e tutti i partecipanti sono invitati a rispettare l’area, astenendosi dall’abbandonare rifiuti, utilizzando saponi eco-friendly e portandosi una borraccia da riempire alle numerose fontanelle presenti, così da evitare l’uso delle bottiglie di plastica.

Per raggiungere l’evento rimanendo fedeli allo spirito del festival si può ricorrere al car sharing (c’è una pagina Facebook dedicata) oppure raggiungere con i mezzi pubblici la stazione di Orvieto e poi spostarsi con la navetta fino a destinazione.

La location al confine tra Umbria, Lazio e Toscana si presta anche a tour in questa zona del Centro Italia che ha molto da offrire.

È possibile visitare a piedi l’area naturale intorno al Wao Festival con percorsi ecoturistici, di lunghezze che vanno dai 6 agli 8,5 km e lungo i quali si incontrano anche antiche ville, chiese e castelli (http://www.visitsanvenanzo.it/itinerari-a-piedi/).

Allontanandosi in direzione nord-est si trova il comune di San Venanzo, in cui sono presenti anche un parco e un museo vulcanologico. Una delle frazioni è Rotacastello, il borgo medievale – fortezza che sembra risalga al 1200. Un po’ più a nord ecco che troviamo La Scarzuola, città-teatro ideata da dall’architetto Tomaso Buzzi negli anni Cinquanta e sorta a lato di un convento fondato da Francesco d’Assisi.

A sud-ovest, sicuramente Orvieto merita una visita, seguita da tutte le altre attrazioni della zona: i borghi medievali di Bagnoregio, raggiungibile solo a piedi, e Pitigliano, che si innalzano si formazioni di tufo formando un tutt’uno con esse; le terme di Saturnia, caratterizzate dalle famose acque sulfuree; Capalbio, anch’esso con un centro storico medievale, accompagnato dall’ambiente tipico della Maremma, nell’Oasi WWF di Burano, e dal mare.

Menzione speciale per il lago di Bolsena, il più grande lago europeo di origine vulcanica, poiché l’anello di 50 km che lo racchiude è un ottimo percorso da affrontare in bicicletta, e a cui si possono intrecciare tutte le altre attività disponibili sul lago, dal trekking ai tour a cavallo (http://www.lagodibolsena.org/cosa-fare/mountain-bike-10.html).

Per essere all’insegna della sostenibilità anche quando ci si rinfresca, al mare, al lago o alle terme, è bene ricordarsi di non entrare in acqua con prodotti cosmetici o creme per evitare che le sostanze contenute in essi provochino dell’inquinamento.

Chi fosse alla ricerca di un posto per dormire prima o dopo il Wao Festival può optare per gli alloggi ecostostenibili indicati da Ecobnb, che propone inoltre degli itinerari da percorrere in bicicletta o a piedi, anche per l’area di Orvieto, Saturnia e Bolsena.

Ma questo è solo l’inizio, perché il ventaglio di percorsi ecoturistici non potrà che aumentare. La spinta al cicloturismo proviene infatti dal protocollo d’intesa tra Umbria, Lazio e Toscana firmato l’anno scorso per il potenziamento della rete ciclabile interregionale.