Home Eco Lifestyle 31 maggio no tabacco day: ecco perché bisogna smettere di fumare

31 maggio no tabacco day: ecco perché bisogna smettere di fumare

città: Milano - pubblicato il:
no tabacco day

Il fumo fa male. Attivo o passivo che sia, fa male. A noi, ai bambini, all’ambiente. Agli animali che ci stanno accanto mentre si fuma. Ora l’allarme è rinforzato da una ricerca sul campo commissionata dalla Fondazione Umberto Veronesi ad AstraRicerche in occasione del no tabacco day (31 maggio).

Dallo studio emerge che sono poco meno di metà le donne italiane che fumano e il 38 percento lo fa ogni giorno. Gli esperti fanno suonare il campanello d’allarme anche perché incrociano i dati con l’aumento, proprio nelle donne, dei tumori del polmone.

No tabacco day: sensibilizzare e prevenire

Lo scopo dell’indagine – spiega l’articolo pubblicato da Fondazione Veronesi Le donne e il fumo in Italia, è stata quella di scattare una fotografia delle donne italiane e il fumo, capire quante sono realmente, fra fumatrici abituali e occasionali, come e quante sigarette accendono, perché fumano e – in particolare – perché non smettono.

Sono state interpellate 1.502 donne italiane fra i 15 e i 65 anni e ne è scaturito un patrimonio di informazioni unico su questo tema.

Il fumo di sigaretta è causa della gran parte dei carcinomi polmonari (se nessuno fumasse sarebbero tumori rari), ma aumenta anche il rischio di tumori delle alte vie aeree, del tratto digerente e del collo dell’utero; aumentano il rischio di infarti e ictus; di malattie respiratorie gravi come enfisema e bronchiti croniche.

Sono un danno per la fertilità, per la gravidanza e per la salute del nascituro, aumentano le probabilità di menopausa precoce e fragilità ossea.

Alcuni mesi fa uno studio pubblicato su Tumori, la rivista dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, condotto da esperti di tabagismo e di epidemiologia, aveva fatto notare una preoccupante combinazione.

Fra il 1999 e il 2010, mentre il numero di nuovi casi di tumori del polmone negli uomini scendeva del 2,5 percento l’anno, quello nelle donne saliva del 2,4 percento l’anno.

La tendenza” scrive Donatella Barus nel redigere l’articolo per Fondazione Veronesi “non è certo una sorpresa per gli epidemiologi, poiché è la conseguenza lineare dell’incremento del numero delle fumatrici di 30 o 40 anni fa. Il picco si è avuto intorno al 1990, con un 25,9% registrato dalle stime dell’Istituto Doxa per l’Istituto superiore di sanità, con successive oscillazioni e una tendenza alla riduzione lieve ma costante, arrivando vicino a una parità con gli uomini. Però negli ultimi tempi la quota delle fumatrici torna a crescere: negli ultimi due anni le fumatrici in Italia sono passate da 4,6 a 5,7 milioni (sempre Doxa/ISS)“.

E allora, nel No tabacco day, facciamo la nostra parte per sensibilizzare chi ci sta accanto e fuma a smettere di farlo…

Condividi: