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Stop alla plastica, lo chiede Greenpeace per la Giornata mondiale dell’ambiente

città: Roma - pubblicato il:
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Stop alla plastica; fermare l’inquinamento dei nostri mari mettendo un freno all’invasione delle microplastiche e dei rifiuti plastici che ormai uccidono i nostri mari: è il tema della Giornata mondiale dell’Ambiente, istituita dalle Nazioni Unite, che si celebra oggi, 5 giugno.

L’inquinamento da plastica, infatti, ogni anno mette a rischio gli oceani e gli habitat marini – i numeri sono drammatici e, forse irreversibili: secondo il programma per l’Ambiente dell’Onu (Unep) “ogni anno vengono riversati negli oceani ben 8 milioni di rifiuti plastici“.

Sempre secondo l’Onu “mari e oceani sono messi a dura prova dalla plastica; basti pensare che, per esempio, ogni minuto nel mondo vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica e solo una piccolissima parte di queste viene riciclata”.

L’appello di Greenpeace in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente

È necessario che i governi e le grandi multinazionali riconoscano che il riciclo non è la soluzione del problema. Bisogna fermare l’inquinamento da plastica prima che sia troppo tardi” dichiara Graham Forbes, responsabile della campagna plastica di Greenpeace “In tutto il mondo, migliaia di persone si battono quotidianamente contro l’inquinamento da plastica, ma questa crisi ambientale necessita di interventi urgenti e azioni concrete per ridurre la produzione e il consumo di plastica monouso“.

Mentre le aziende sono ancora riluttanti ad assumersi le proprie responsabilità, in tutto il mondo, tante persone si stanno attivando per promuovere cambiamenti attraverso azioni di pressione su imprese e governi chiedendo di ridurre o vietare la plastica usa e getta.

Un gruppo di cittadini di Veracruz, in Messico, ha ottenuto il bando dei sacchetti di plastica e delle cannucce nel loro Stato. Ullapool, un villaggio scozzese, è diventato il primo comune plastic-free a seguito dell’attività di sensibilizzazione e pressione di alcuni bambini della scuola locale.

Quasi 100 bar in Grecia hanno accettato di concedere sconti a tutti i clienti che impiegano le loro tazze riutilizzabili e in Italia, a seguito dei risultati delle indagini di Greenpeace e del CNR in cui erano stati riscontrati elevati livelli di microplastica nelle acque delle Isole Tremiti, il Sindaco ha vietato la vendita di alcuni prodotti in plastica monouso.

Iniziative come queste mostrano che ognuno può fare la differenza, facendo pressione su governi e multinazionali perché si facciano carico di questa grave crisi ambientale. Invitiamo tutti gli amanti del mare a partecipare all’iniziativa Plastic Radar segnalando la presenza di rifiuti di plastica in mare” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

Il movimento Break Free From Plastic – che rappresenta più di 1.200 gruppi in tutto il mondo tra cui Greenpeace – chiede ai Paesi del G7 di approvare obiettivi di riduzione e divieti per la plastica monouso, investire in nuovi modelli di consegna dei prodotti basati sul riutilizzo e creare un sistema di tracciabilità della merce che renda le aziende responsabili della plastica che producono.

E l’appello, lanciato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, si spera arrivi ancora più forte ai governi di tutto il mondo!

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