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Qualità della vita in città: ecco cosa pensano gli italiani

città: Roma - pubblicato il:
qualità della vita

Qual è la percezione degli italiani sulla qualità della vita nelle loro città? Cosa funziona, cosa potrebbe essere migliorato e, infine, che cosa manca e sarebbe necessario realizzare?

Le persone non sono mai contente fino in fondo ma le richieste più frequentemente espresse per una migliore qualità della vita sono simili lungo tutta la penisola: mezzi pubblici più efficienti ed economici, maggior pulizia e meno inquinamento. Sono i dati che emergono dall’indagine promossa da Sorgenia nelle città in cui si è svolto il Non Stop Live Tour di Vasco Rossi conclusosi da poco.

L’indagine è stata condotta da Human Highway, società di ricerche di mercato, su un campione rappresentativo di abitanti di Torino, Padova, Roma, Bari e Messina per comprendere il loro rapporto con il luogo in cui vivono. Partendo da una celebre canzone di Vasco, quindi, i ricercatori di Human Highway hanno indagato quale futuro gli italiani vorrebbero nelle loro città.

Dall’indagine sulla qualità della vita in città sono però anche emerse le singole parole chiave in grado di cogliere l’essenza di ogni città menzionata dagli intervistata: l’eleganza per Torino (parola indicata da 130mila abitanti), la gioventù ma anche l’umanità di Padova (per oltre 60mila cittadini), l’unicità di Roma (segnalata da 300mila abitanti) purtroppo anche accompagnata da caos e sporcizia; il mare e il sole di Bari (100mila abitanti) e, per concludere, la caotica bellezza di Messina (evidenziata da 120mila cittadini) e la sua grande capacità di accogliere, cui fa da contrappasso anche la diffusa trascuratezza sottolineata da ben 60mila suoi abitanti.

I voti degli italiani alla qualità della vita nelle loro città

I torinesi promuovono la propria città, cui assegnano un 7 e mezzo, Padova si guadagna un 7+, seguita da Bari cui gli abitanti danno un 7-. Messina e Roma invece hanno grandi potenzialità ma non si applicano a sufficienza, come si dice degli alunni intelligenti ma poco studiosi: gli abitanti attribuiscono rispettivamente 4,5 e 4+.

Nonostante le differenze, gli abitanti delle cinque città esaminate sono accomunati dal desiderio di vivere in una città più pulita (più di un terzo del campione, ovvero oltre 2,7 milioni di persone), sicura (per il 15% degli intervistati), con trasporti efficienti cui è legata la conseguente diminuzione del traffico.

Le differenze si acuiscono quando agli abitanti viene chiesto di cosa avrebbe bisogno la loro città: così 100mila torinesi, 50mila baresi e 30mila abitanti di Messina rilevano la necessità di sviluppare maggiormente turismo e cultura; a Padova 270mila persone chiedono più sicurezza (e 70mila meno immigrazione); più di metà dei romani desiderano maggiore pulizia e 400mila persone reclamano una miglior mobilità e una più accurata organizzazione dei trasporti pubblici.

Qualità dei trasporti urbani significa qualità della vita più alta

Tutti d’accordo nell’identificare in mezzi pubblici più efficienti ed economici, capaci di sostituirsi all’auto privata, l’innovazione fondamentale per migliorare in maniera significativa la qualità della vita e per muoversi senza inquinare. A seguire i cittadini vorrebbero maggior pulizia, più verde e meno inquinamento.

Ma cosa servirebbe per realizzare questi servizi considerati ideali? La risposta è univoca, più risorse finanziarie e amministratori locali capaci di sognare un futuro migliore, ma anche maggior partecipazione dei cittadini e più intraprendenza da parte dei giovani.

Ogni città indica anche la propria ricetta per migliorare la qualità della vita degli abitanti: per oltre 700mila torinesi si dovrebbe puntare sulla tecnologia, a Padova 450mila abitanti vorrebbero amministratori locali capaci di sognare, 1,2 milioni di romani pensano che la città necessiterebbe di nuove norme e regolamenti; 430mila baresi vorrebbero che i giovani della città fossero più intraprendenti e oltre 200mila abitanti di Messina auspicano che i cittadini siano capaci di chiedere e manifestare le proprie esigenze agli amministratori locali.

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