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Sea Shepherd, i pirati della salvaguardia del mare

città: Milano - pubblicato il:
sea shepherd

Correva l’anno 1977 e per fermare la distruzione dell’habitat naturale degli oceani, una nave pirata iniziava a solcare i mari. Veniva così fondata la Sea Shepherd Conservation Society (Sscs), organizzazione internazionale senza fini di lucro che fece subito sua la tattica dell’azione diretta per investigare, documentare e agire quando è necessario mostrare al mondo e impedire le attività illegali in alto mare.

A quarant’anni di distanza è in libreria un bellissimo testo Sea Shepherd, pubblicato da Skira editore (edizione inglese con abstract in italiano, 210 pp – 45€), che raccoglie le mitiche imprese del capitano Paul Watson e gli oltre 200 viaggi organizzati per difendere e salvare la vita degli animali marini.

Il volume ripercorre quarant’anni di storia e di battaglie, di vittorie e di sconfitte, di protagonisti e di campagne di Sea Shepherd, importante organizzazione internazionale che vede tra i suoi sostenitori celebrità come Sean Connery, Pierce Brosnam, Brigitte Bardot e Vivienne Westwood.

In Italia è Andrea Morello il portavoce della Sea Shepherd e questa è l’intervista che gli abbiamo dedicato. In cambio abbiamo ricevuto un invito: “chi di voi verrà a visitarci sulle navi della flotta di Nettuno si accorgerà che non utilizziamo plastica a bordo e nessuna crudeltà in cucina“.

Morello, oggi si parla tanto di plastica nei mari: ma c’è chi da sempre lotta per conservare la fauna marina. In Italia vi sentite soli, male accompagnati o…?

Finalmente iniziamo a vedere quello che i pesci e gli abitanti degli oceani vedono da decenni: plastica ovunque. Non utilizzare la plastica monouso (e se possibile nessun tipo di plastica) è la prima delle semplici azioni che cambiano completamente lo scenario, la seconda e la più importante per poter dare esempio alle future generazioni è quella di raccogliere la plastica con ogni mezzo la si incontri (dalle imbarcazioni ai pescherecci, dai fiumi ai laghi, dai marciapiedi alla propria casa) e inviarla al percorso di riciclo.

Male accompagnati solo da chi, vedendo nel proprio cammino della plastica a terra, non la raccoglie o peggio… la fotografa attendendo che qualcun altro agisca per lui!

Ci sentiamo in ottima compagnia in Italia dove negli ultimi anni c’è un’iniziale ma concreta attenzione nel non utilizzo di plastica monouso e una conseguente ricerca di alternative (dalle cannucce alle stoviglia fino all’acqua gestita con borracce anziché bottiglie monouso in plastica).

È il momento di agire, noi abbiamo prodotto e lasciato che la plastica andasse nell’oceano e noi ora la toglieremo, è assolutamente fattibile nel medio-lungo periodo e non come molti pensano ormai impossibile ma per prima cosa, ripeto, bisogna fermarne l’uso.

Come tutti noi potremmo collaborare nel rispetto dell’ambiente?

Iniziando dalle piccole azioni che si susseguono ogni giorno: scegliendo ciò che compriamo in base all’ambiente e alla non crudeltà, mangiando ciò che rispetta l’ambiente e le altre Vite che condividono con noi questo splendido Pianeta Blu.

Agendo per far rispettare le leggi esistenti e immaginando per un attimo un mondo dove le altre specie siano considerate come altre Nazioni e dove i nostri nipoti vivano in un Pianeta di equilibrio ecologico, ricordando quelli che hanno rischiato di distruggerlo come primati impazziti e quelli invece che l’hanno difeso senza compromessi come eroi.

E al Governo come rappresentante italiano di Sea Shepherd Conservation Society cosa si sente di chiedere?

Alle persone che fanno parte del Governo e del Paese chiedo che siano parte loro per primi del cambiamento nelle azioni di ogni giorno, che come persone agiscano per difendere la Vita e l’ambiente che ci ospita dando l’esempio con coerenza e gentilezza.

Con molto piacere leggo che il Ministero dell’Ambiente ha dato uno stop alle bottigliette d’acqua di plastica in uffici e palazzi pubblici dove, fino a oggi, ogni conferenza contro l’uso della plastica e di studio sull’uso di alternative alla plastica… era servita di bottigliette di plastica monouso e bicchieri di plastica monouso.

La coerenza è la prima base per poter costruire un dialogo con le generazioni future, l’azione fa la differenza.

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