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Trasporti business a impatto ambientale ridotto

città: Milano - pubblicato il:
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Gran parte dei trasporti business e della distribuzione delle merci è ancora su quattroruote il che vuol dire che è responsabile – secondo le analisi di Agenzia europea dell’ambiente – di più di un quinto delle emissioni di gas serra.

Detto con altri numeri: Il settore dei trasporti business da solo utilizza più della metà di tutti i combustibili derivati del petrolio prodotti e impiegati a livello globale, contribuendo per circa il 22.6% alle emissioni di CO2 (pari a circa 6,5 miliardi di tonnellate di CO2 annue) e per il 27% alle emissioni di tutti i gas ad effetto serra (IEA, 2011).

Per questo, le aziende implicate nel trasporto merci dovrebbero al più presto invertire la rotta e adottare strategie logistiche più ecofriendly. Le soluzioni non mancano come alcune notizie giunte in redazione dimostrano.

Centrale del Latte della Toscana

Il latte toscano firmato Mukki, oggi Centrale del Latte della Toscana, si muoverà d’ora in poi anche a metano. In tutto sono 8 gli Iveco Daily che vanno ad arricchire la flotta che ritira e dà latte ai cittadini toscani.

Entro la fine dell’estate il gas naturale compresso farà capolino nella flotta di Mukki e ciò dovrebbe garantire performance ambientali che prevedono una riduzione delle emissioni di CO2 che arrivano al 95%, nella versione a biometano.

Trasporti business, il commercio va in ibrido

Sono le quattroruote della forza vendita di Unilever – e non i mezzi pesanti – a diventare a basso impatto ambientale. Ma è già qualcosa.

Di fatto, subito dopo l’estate anche la sede italiana di Unilever introdurrà la sua prima flotta di veicoli Full Hybrid Electric marcati Toyota Auris Hybrid. Nell’ambito del programma di riduzione dell’impatto ambientale EV100 promosso da The Climate Group di cui Unilever è membro fondatore, Unilever Italia mira a sostituire 250 auto aziendali con veicoli ibridi in 3 anni, di cui 70 da settembre alla fine del 2018.

Questo consentirà all’azienda di ridurre le emissioni di CO2 del 15%, diminuire i costi del 10%. Dalla parte di questa scelta anche il fatto che ancora oggi molte amministrazioni locali riconoscono il valore dei motori ibridi rispetto alla qualità dell’aria e facilitano l’accesso alle aree del centro, la sosta gratuita sulle strisce blu e l’esenzione dai blocchi del traffico. Aspetti che permettono alle aziende di essere ancora più efficienti.

Carlsberg usa il car sharing elettrico

La chiamano mobilità responsabile ed è quella che la filiale italiana di Carlsberg ha deciso di adottare implementando nel proprio parco macchine 3 Renault Zoe elettriche che verranno utilizzate per il car pooling aziendale. Grazie alla collaborazione con E-Vai, inoltre, l’Azienda ha installato nella propria sede di Lainate e presso lo stabilimento di Induno Olona (VA) due colonnine elettriche per la ricarica delle autovetture che saranno messe a disposizione anche di clienti, partner e visitatori.

In un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui consumiamo sempre più risorse per il nostro sostentamento, diventa sempre più essenziale operare scelte che riducano il nostro impatto ambientale a livello personale e, soprattutto, aziendale” afferma Alberto Frausin, Amministratore Delegato di Carlsberg Italia.

In linea con questo principio e con la strategia di sviluppo sostenibile Together Towards Zero, Carlsberg Italia sta migliorando le proprie performance in merito alle emissioni di Co2, spreco delle risorse idriche, consumo irresponsabile e sicurezza, peraltro rendicontate nel Bilancio di Sostenibilità 2017. Anche l’accordo con E-Vai va in questa direzione: vogliamo lavorare sul nostro parco mezzi per operare una progressiva sostituzione con autovetture ecosostenibili e diminuire ancora di più l’impatto che i nostri trasporti hanno sull’ambiente“.

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