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Mobilità alpina sostenibile: realizzato uno studio in Alto Adige

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studio sulla mobilità alpina sostenibile

5.000 stazioni di ricarica previste entro il 2021: ecco cosa prevede per sviluppare la mobilità alpina sostenibile in Alto Adige il Center for Advanced Studies e l’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research, in collaborazione con Alperia.

Tale ricerca verte sulla mobilità e in particolare la diffusione di veicoli elettrici e le barriere su cui lavorare per rendere sempre più sostenibile il settore dei trasporti.

La ricerca svolta sul territorio dell’Alto Adige, con sondaggi rivolti a residenti e turisti, in quanto territorio particolarmente interessato a tematiche di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, per poi proseguire a livello nazionale e internazionale, è stata commissionata da Jaguar Land Rover.

L’Alto Adige rappresenta un caso virtuoso e una best practice per quanto riguarda la e-mobility, grazie a politiche di incentivi ai cittadini, pensate per farli diventare sempre di più utenti e di conseguenza ambasciatori della mobilità elettrica.

Uno degli elementi chiave di questo sviluppo è la realizzazione di un sistema di mobilità alpina sostenibile che prevede azioni quali: la realizzazione nei prossimi anni di 5.000 stazioni di ricarica elettrica, l’incentivo fiscale fino a 4.000 euro per l’acquisto di una macchina elettrica e l’esenzione del pagamento del bollo per i primi tre anni, oltre a un contributo fino a 1.000 euro per l’installazione di una colonnina di ricarica domestica.

Queste politiche sono fondamentali per aumentare la diffusione della tecnologia nel territorio, infatti secondo lo studio i residenti sono propensi a comprare veicoli elettrici in termini di risparmio a lungo termine o del contesto sociale che vede le energie rinnovabili contribuire per il 92% alla produzione di energia, permettendo a 34 Comuni di essere al 100% rinnovabili.

Alla mobilità alpina sostenibile servono infrastrutture di ricarica

Nonostante la regione sia all’avanguardia non tutto il territorio nazionale è al passo con l’Alto Adige, infatti i dati dimostrano che la quota di mercato dei nuovi veicoli elettrici in Europa ammonta a oggi all’1% e si stima che nel 2030 i VE costituiranno il 30% della totalità delle vetture.

In Italia però la quota di mercato dei veicoli elettrici è solo lo 0,25% e rappresenta un quinto di quella degli altri grandi Paesi europei (1%).

Un elemento importante che può frenare lo sviluppo dei veicoli elettrici sono le cosiddette barriere, identificate da Jaguar Land Rover e confermate dalla ricerca: le infrastrutture limitate, l’autonomia e i lunghi tempi di ricarica, i costi d’acquisto superiori ai modelli ICE (Internal Combustion Engine), la produzione e lo smaltimento delle batterie stesse.

Le ultime generazioni di auto elettriche hanno un’autonomia impensabile fino a poco tempo fa, con una media di 300-400 km che diventano 480 km nel caso di Jaguar I-PACE, vettura che è in grado di effettuare, da 0 all’80%, in soli 40 minuti” spiega Daniele Maver, Presidente di Jaguar Land Rover Italia “Con il lancio di I-PACE siamo stati i primi in Europa a introdurre un veicolo premium totalmente elettrico, capace di garantire eccezionali livelli di prestazioni, a partire dall’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi”.

Jaguar Land Rover ha scelto di proporre la vettura attraverso una strategia integrata e mirata a offrire una Electric Customer Experience a 360°, pensata per assicurare ai Clienti tutto il supporto necessario, anche grazie all’importante ruolo dei concessionari e al supporto dell’E-Angel, un consulente che li affiancherà nella gestione degli aspetti tecnico-burocratici, supportandoli nella verifica delle condizioni necessarie per l’installazione della wallbox gratuita a casa, nella richiesta di potenza al gestore di riferimento e fornendo, chiavi in mano, wallbox di nuova generazione.

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