Home Agricoltura e Bio Innovatori in agricoltura: i giovani e le loro belle idee green

Innovatori in agricoltura: i giovani e le loro belle idee green

città: Milano - pubblicato il:
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I giovani oggi preferirebbero gestire un agriturismo piuttosto che avere un lavoro in una multinazionale o fare l’impiegato in banca. Lo dice un sondaggio condotto da Coldiretti/Ixè che fa emergere un dato interessante: il 57% degli intervistati vorrebbero vivere e lavorare in campagna, piuttosto che stare in un ufficio.

Ai desiderata si aggiunge un altro dato interessante: sono già più di 800 i giovani che negli ultimi due anni e mezzo hanno presentato domanda in Lombardia per l’insediamento in agricoltura del programma di sviluppo rurale (PSR).

In Lombardia – sono ancora dati Coldiretti regionale in base ai dati della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi – a fine 2017 le imprese giovanili in agricoltura guidate da giovani con meno di 35 anni, erano 3.498 in aumento del 5% rispetto all’anno prima. E tra questi ci sono giovani creativi.

Ovvero con idee innovative come quella di Giovanni Mazzucotelli che a Introbio (Lecco) ha dato vita a un giardino bello da vedere e buono da mangiare: le piante ornamentali coltivate, infatti, sono anche commestibili.

Oggi abbiamo all’attivo tremila piante” racconta Giovannie siamo la prima azienda italiana specializzata nella produzione di rabarbaro“.

Nel vivaio Res naturae di Introbio si coltivano, infatti, anche sette varietà di rabarbaro, pianta commestibile con diverse proprietà benefiche che l’azienda lecchese vende sia fresca sia trasformata in confettura, composta e nettare.

Premio innovazione giovane in agricoltura 2018

Giovanni ha appena ricevuto il premio all’innovazione giovane in agricoltura per il 2018, consegnati dalla Coldiretti Lombardia.

Con lui anche Ettore Toso dell’azienda agricola Mulino Tibis di Rodero (Como) per la categoria Impresa Terra; Davide Nava dell’azienda agricola Nava di Roncello (Monza Brianza) per la categoria Campagna Amica; Enrico Montonati dell’azienda agricola A poc a poc di Vergiate (Varese) per la categoria Fare Rete; Enrico Gotti della Oikos Cooperativa Sociale di Villa d’Almè (Bergamo) per la categoria Noi per il sociale.

Per la categoria Sostenibilità la giuria ha premiato Davide Lazzari, della società agricola Lazzari, di Capriano del Colle (Brescia). Davide rappresenta l’ultima generazione di una famiglia, che dal 1890 conduce un’attività vitivinicola a Capriano del Colle (Brescia).

Dov’è l’innovazione? Da una parte valorizzando le proprietà dei terreni attraverso tecniche agronomiche come la lotta agli insetti con la confusione sessuale; dall’altra recuperando le antiche varietà locali dimenticate o in via di estinzione.

Nel 2001, con la facoltà di Agraria dell’Università di Milano, Davide ha ritrovato e integrato nella sua produzione due cloni locali sconosciuti del XVI secolo di Marzemino. Da una decina d’anni, inoltre, sta lavorando al recupero di una varietà autoctona del Monte Netto riscoperta quasi per caso.

Ma non sono tutte rose e fiori. Tra gli ostacoli maggiori per chi vuole aprire un’azienda agricola in Lombardia – ci tiene a far notare la Coldiretti regionale – oltre alla burocrazia, che ruba almeno 100 giorni di lavoro ogni anno, c’è anche il costo elevato della terra visto che, secondo un’analisi di Coldiretti su dati Eurostat, quella arabile in Italia è la più cara in Europa con un prezzo medio di 40.153 euro all’ettaro che in Lombardia diventano 65.759 euro all’ettaro.

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