Home Smart City Ricarica auto elettrica condominiale: sarà causa di litigi?

Ricarica auto elettrica condominiale: sarà causa di litigi?

città: Milano - pubblicato il:
ricarica auto elettrica condominiale

La nuova regolamentazione edilizia e l’obbligo nei nuovi edifici di installare un punto di ricarica auto elettrica condominiale offrirà molte opportunità allo sviluppo della mobilità elettrica, ma determinerà anche parecchie criticità.

Le nuove norme infatti riguarderanno i nuovi condomini e le ristrutturazioni di primo livello che daranno accesso alla possibilità di creare un punto di ricarica auto elettrica condominiale che potrebbe, in un futuro abbastanza prossimo, causare nuovi contenziosi in condominio.

Il diritto alla ricarica del singolo condomino potrebbe infatti andare a scontrarsi con l’occupazione esclusiva di una parte in comune degli spazi condominiali.

Per adeguarsi alla rivoluzione della mobilità in corso e predisporre nuovi punti di ricarica, il d.lgs. 257/2016 (ma anche la nuova Direttiva 2018/844/UE) all’art. 15 comma 1 (che va a modificare l’art. 4 comma 1-ter del TU del D.P.R. 380/2001) introduce il principio per cui, per gli edifici di nuova costruzione con più di 10 unità abitative (condomini), debba essere prevista la predisposizione all’allaccio per l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli.

Ricarica auto elettrica condominiale, i punti delicati

Il punto delicato è che la normativa prevede che questi spazi siano idonei alla connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no e, per i soli condomini, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali.

Quello che davvero farà la differenza però sarà l’obbligo sulle ristrutturazioni nel contesto dei condomini esistenti; in una realtà come quella italiana, che vede il 75% della popolazione abitare in condominio (dati ANACI), su 10 posti auto, 2 dovranno quindi prevedere la predisposizione delle stazioni di ricarica.

La normativa riguarda tutti i condomini coinvolti in ristrutturazioni importanti di primo livello, che secondo il succitato decreto sono gli interventi che oltre a interessare l’involucro edilizio con un’incidenza superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, comprende anche la ristrutturazione dell’impianto termico per il servizio di climatizzazione invernale e/o estiva asservito all’intero edificio.

L’installazione di una wall box – la stazione di ricarica a parete – per il garage ha costi medi che variano tra i 1.000 e i 2.000 euro, mentre una stazione da parcheggio esterno condominiale intelligente, in grado di riconoscere l’utente autorizzato, si attesta al massimo intorno ai 3.000 euro.

Un punto di ricarica domestica normalmente ha una taglia di potenza che si attesta sui 7 kW, quindi una ricarica lenta tipica dello stazionamento oltre le 4 ore” dichiara Marco Bandini, Presidente di ANACI Lecco “Nel caso di un condominio, si può ragionevolmente prevedere che nei prossimi 2 anni ci sarà una richiesta di allaccio al contatore condominiale (con opportuni contabilizzatori) abbastanza contenuta, che non preveda interventi strutturali di grande portata all’impianto esistente, considerando che normalmente i contatori esistenti hanno dei margini di potenza abbastanza ampi“.

Alla luce dell’evoluzione in corso e degli evidenti vantaggi che la mobilità elettrica saprà introdurre, la vera questione non sarà di ordine tecnico, ma si rivela essere quella del possibile contenzioso tra il diritto alla ricarica del singolo condomino e l’occupazione esclusiva di una parte comune.

Ma con regole chiare e condivise la questione saprà trasformarsi da criticità a un’opportunità per l’intero settore dell’automotive elettrico” conclude Bandini.

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