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MaGICLandscapes, una mappa che mette in luce i problemi del Po

città: Vercelli - pubblicato il:
progetto enea magiclandscapes

Una nuova mappa mette nero su bianco luci e ombre del Po. Grazie al progetto europeo MaGICLandscapes sono stati individuati 14mila ettari di territorio, mappato le aree naturali e agricole che contribuiscono alla salute dell’ambiente grazie a servizi ecosistemici essenziali come la depurazione di aria e acqua, l’approvvigionamento di cibo e legname, la riduzione dell’erosione e del rischio alluvioni, la conservazione della biodiversità e la regolazione del microclima, del ciclo idrogeologico e dei nutrienti.

Abbiamo realizzato una mappatura molto dettagliata” spiega Simone Ciadamidaro, ricercatore Enea (partner del progetto europeo ndr) del laboratorio di Biodiversità e servizi ecosistemici “classificando come infrastrutture verdi le risaie e i querceti ma non i pioppeti, seppur molto diffusi nella Pianura Padana. Il motivo sta nel fatto che le risaie, pur essendo coltivazioni intensive alla pari dei pioppeti, hanno cicli che simulano ambienti palustri o sponde lacustri, dando la possibilità a numerosi animali come invertebrati e anfibi di viverci oppure di trovare cibo, come nel caso di aironi e trampolieri. Il pioppeto, invece, non è un’area boscata ma una coltivazione intensiva che richiede il mantenimento di suolo nudo senza sottobosco e un periodico taglio raso“.

Obiettivo del progetto MaGICLandscapes è quello di individuare gli strumenti scientifici e legislativi più adatti per proteggere e aumentare le infrastrutture verdi del territorio, essenziali alla mitigazione del cambiamento climatico e alla conservazione degli habitat di flora e fauna selvatiche: in alcuni tratti del fiume, infatti, lo sfruttamento del territorio a fini agricoli, industriali e residenziali ha compromesso questa dinamicità idro-morfologica.

Realizzata con sopralluoghi sul campo e con dati cartografici forniti da Regione Piemonte e Parco del Po vercellese-alessandrino, l’analisi dei ricercatori Enea ha evidenziato il ruolo del fiume come ecosistema essenziale per il territorio, nonostante un’agricoltura intensiva e la presenza di attività produttive e insediamenti abitativi.

In particolare, il tratto del Po compreso tra Torino e la confluenza con il fiume Ticino è stato identificato, insieme ai principali affluenti, come un corridoio ecologico di 120 chilometri tra le Alpi e l’Appennino.

Accanto al lavoro di mappatura, che rappresenta il primo obiettivo raggiunto dal progetto triennale, Enea e Città metropolitana di Torino, l’altro partner italiano di MaGICLandscapes, hanno realizzato anche un inventario di leggi e politiche nazionali sulle infrastrutture verdi.

Il prossimo passo per i ricercatori dell’Agenzia sarà la definizione di un sistema di valutazione del beneficio pubblico, come per esempio la riduzione del rischio di alluvioni e dell’inquinamento e la possibilità di fruirne maggiormente e lo sviluppo di strategie e piani d’azione per la diffusione e la valorizzazione delle infrastrutture verdi a livello locale.