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Lavori a rischio caldo: ecco quali sono e cosa comportano

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lavori a rischio caldo

Bagnini, baristi, fattorini, agricoltori, montatori di climatizzatori, operai stradali, ma anche forze dell’ordine: sono alcuni dei lavori a rischio caldo. Il loro lavoro è stato immortalato dalla fotocamera termica Cat S61 (Bullitt Group) – qui la gallery di scatti effettuati nel Regno Unito.

Sarebbe, comunque, il fabbro tra tutte le tipologie di lavoratori analizzate, quello che resiste alle condizioni più calde. L’attrezzatura utilizzata quotidianamente, compreso il macchinario per forgiare il bronzo, può raggiungere i 112°C. La fotocamera termica del Cat S61 ha evidenziato che la tuta protettiva indossata ha limitato la temperatura totale a 84°C.

E poi le Forze Armate. Quelle che pattugliano la zona di Buckingham Palace svolgono lo stesso tipo di attività tutto l’anno, indipendentemente dalle temperature esterne. La temperatura registrata sul corpo delle guardie in questo periodo è stata di 35°C, mentre il metallo del giubbotto antiproiettile nero indossato può raggiungere da solo i 60°C.

Tra chi fa lavori a rischio caldo non ci solo però militari e poliziotti, ma anche i lavoratori ordinari come fattorini, operai stradali, costruttori e baristi subiscono l’effetto di quest’ondata di calore.

Un barista, mentre fa il cappuccino, si riscalda notevolmente considerando che la macchina con cui lavora può registrare in media una temperatura di 50°C. Un lavavetri di grattacieli, partendo da una temperatura relativamente fresca, si appresta ad affrontare un palazzo che registra una temperatura di 50°C, oppure un operatore stradale lavora, per esempio, a contatto con l’asfalto che ha una temperatura di 170 gradi.

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