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Luoghi green per eccellenza: l’orto botanico di Pisa

città: Pisa - pubblicato il:
orto botanico di pisa

Pisa: la magia verde sta lì, a pochi passi da piazza dei miracoli dove la torre pende da secoli, ed è racchiusa nelle mura del più vecchio orto botanico universitario d’Italia (1543-1544).

È qui che una volta si producevano, estraendole dalle piante, le medicine che poi portate al vicino ospedale di Santa Chiara curavano i cittadini della repubblica pisana. E così lo chiamarono il Giardino dei Semplici, luogo dove coltivare e studiare le piante medicinali.

Ora la cura è dello spirito perché passare per i sentieri dell’orto botanico di Pisa fa bene all’animo. Lo stupore si deve ai particolari che attirano l’occhio. Succede entrando nella serra dedicata alle erbe della buona cucina.

C’è la curcuma, la vaniglia, il pepe, lo zenzero, il caffè. Piante così familiari che le diamo per scontate, ma che neppure una foglia conosciamo. E così, quando le vedi lì, pronte a crescere, ti si appiccica la meraviglia sul volto. Quella sarebbe la pianta dello zenzero?

In un’altra serra dell’orto botanico di Pisa, da poco inaugurata, si assiste al tripudio delle piante tropicali.

L’allestimento” spiega Lorenzo Peruzzi, direttore dell’Orto e Museo Botanico “comprende 150 specie vegetali arbustive e arboree provenienti dalle aree tropicali del Pianeta, quelle cioè comprese tra i tropici del Cancro e del Capricorno e caratterizzate da temperature elevate durante tutto l’anno“.

All’interno della serra, ogni aiuola rappresenta un continente. Tra le altre piante presenti ci sono poi specie rare o a rischio di estinzione come Cycas circinalis e Cycas taiwaniana, esclusive, rispettivamente dell’India meridionale e della Cina meridionale.

Non solo serre all’interno dell’orto botanico di Pisa

Ovviamente, non ci sono solo le serre che conviene visitare spruzzati di antizanzare. Aspettatevi di incontrare l’albero della canfora, il ginkobiloba, oltre a specie rarissime come il Symphytum Tainacense Steven. E poi tutte le piante che curano il sistema circolatorio, quelle per la cura dei nervi o il sistema respiratorio.

E se volete potete anche acquistare dei piccoli germogli da far crescere con meraviglia. La stessa che vi catturerà quando entrerete nel museo botanico. La facciata del museo è in stile grottesco cui si riverbera una bellissima palma. Dentro, una vera e propria stanza delle meraviglie, dimostra come la botanica sia sempre stata una scienza che crea stupore e anche un po’ di magia.

Tra queste mura si è inventata la pratica dell’erbario, l’arte di riprodurre graficamente le piante e anche quella di renderle tridimensionali con l’uso della cera d’api. Conservati qui gli oggetti usati dalla fine del Settecento per l’insegnamento della botanica universitaria.

Un grazie particolare a Susanna che lavora alla reception del museo e che mi ha dedicato il suo tempo e la sua passione durante la visita delle sale.

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