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Stagione venatoria: no alla preapertura della caccia, è un massacro

città: Roma - pubblicato il:
stagione venatoria - preaperture 2018

No alla caccia, ma soprattutto no alla preaperture di calendari della stagione venatoria che permettono di cacciare.

Lo ribadisce il Wwf: aprire la caccia ai primi di settembre significa mettere in pericolo il ciclo biologico di molte specie, quando molti giovani dell’anno non sono ancora maturi. Sarebbe, quindi, un massacro.

Eppure, sono ben 14 le Regioni che a oggi hanno approvato una preapertura della stagione venatoria.

Così facendo” spiega il Wwfsi autorizzano moltissimi giorni di caccia in più, con migliaia e migliaia di animali uccisi, oltre al disturbo a tante specie che in questo periodo sono in fasi molto delicate della loro vita: piccoli sono ancora immaturi, le specie migratrici devono prepararsi ai lunghi voli verso i luoghi di svernamento, tanti animali sono provati dalla scarsità di acqua e cibo a causa della siccità estiva e molti altri stanno ancora nidificando“.

Va anche detto che queste Regioni – trovate l’elenco a fondo articolo – sono anche fuorilegge (la 57/1992) perché disattendono il parere contrario di Ispra (ente preposto all’autorizzazione del calendario della stagione venatoria) o – fa notare il Wwf “non lo chiedono affatto“.

E così, le Regioni fuorilegge deliberano di anticipare l’avvio della stagione di caccia ai primi giorni di settembre rispetto a quanto stabilito dalla legge (terza domenica di settembre), prolungando la già lunghissima stagione venatoria (più di 4 mesi).

In molti casi” fa riflettere il Wwfsiamo di fronte a una vera e propria sfida: fuori tempo massimo si sono approvati calendari venatori anche ad agosto (Sicilia) o si è approvato un supplemento di calendario (Lazio). La Toscana, come sempre, si è distinta nelle scelte filovenatorie, approvando il 27 agosto una preapertura per l’1 e il 2 settembre.

In Umbria, dove il Wwf ha ottenuto una sospensiva contro la preapertura, l’assessore regionale alla caccia sembra voler andare addirittura contro il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale pur di non dire no ai cacciatori.

La prassi di approvare le preaperture a ridosso dell’avvio della stagione venatoria è un espediente disonesto che le Regioni adottano per evitare i ricorsi amministrativi. Un comportamento indegno di una pubblica amministrazione che non dovrebbe ricorrere a simili mezzucci da azzeccagarbugli“.

Ma il problema non sono solo le preaperture. In generale i provvedimenti che regolano la prossima stagione venatoria in molte regioni sono pessimi e gli avvocati del Wwf, da soli o con i colleghi di altre associazioni, hanno dovuto avviare molti ricorsi ai Tar, chiedendo l’annullamento degli atti delle Regioni che non rispettano le norme a tutela della biodiversità e della fauna selvatica.

Il Wwf ha così presentato ricorsi in Abruzzo, Liguria, Marche (ben due), Toscana, Trentino, Sardegna, Sicilia e Umbria.

In questi ricorsi gli avvocati del Panda hanno messo in evidenza le numerose e gravi violazioni, in particolare della Direttiva europea sulla conservazione degli uccelli selvatici che vieta l’esercizio venatorio durante il ritorno al luogo di nidificazione e durante il periodo della nidificazione e le fasi della riproduzione e della dipendenza dei piccoli.

Inoltre, le Regioni hanno spesso completamente disatteso i pareri forniti dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per ben 19 specie di uccelli, in Italia ancora cacciabili, ma considerate in cattivo stato di conservazione e quindi da tutelare.

Regioni che effettuano una preapertura della stagione venatoria

Ecco la lista di chi effettuerà le preaperture a settembre 2018:

  • Basilicata, 3 giorni, 3 specie
  • Calabria, 3 giorni, 5 specie
  • Campania, 3 giorni, 6 specie
  • Emilia Romagna, 2 giorni, 5 specie
  • Friuli Venezia Giulia, 1 giorno, 6 specie
  • Lazio, 2 giorni, 5 specie
  • Lombardia, 4 giorni, 3 specie
  • Piemonte, 2 giorni, 5 specie
  • Puglia, 3 giorni, 5 specie
  • Sardegna, 2 giorni, 3 specie
  • Sicilia, dal primo settembre, quindi tutte le giornate di caccia fino al 16 settembre, la domenica di apertura regolare
  • Toscana, 2 giorni, 10 specie
  • Umbria, 2 giorni, 8 specie
  • Veneto, 5 giorni, 5 specie
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