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Sebino Express: il treno vintage tra passato e futuro

città: Milano - pubblicato il:
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Il Sebino Express parte puntuale dalla stazione Centrale di Milano. Lo traina una bellissima locomotiva a vapore, nera brillante, tirata a lucido per l’occasione da macchinisti esperti di un lavoro antico.

Strizza l’occhio all’Orient Express questo treno di una volta con carrozze dalle poltrone di velluto rosse e verdi (prima classe), marroni in simil pelle (per la seconda) e le panchette in legno che qualcuno, di età vintage ricorda, mentre altri le avevano viste solo nei film del Far West.

È vintage puro quello che corre sulle rotaie chiedendo strada all’alta velocità. E infatti, sembra di essere sul set di uno sceneggiato in costume. E devono pensarlo anche tutti quelli che lo vedono passare, visto che un sorriso gli si pianta in faccia e i più veloci tirano fuori il cellullare e ne riprendono il passaggio. Non è una bufala: quando non porta turisti in vacanza il Sebino Express, come tanti compari da museo, si presta a film, pubblicità, documentari.

Il Sebino Express sul quale siamo saliti ha come meta la stazione di Paratico-Sarnico. Ovvero Lago di Iseo (ma in tutta Italia ci sono diversi tragitti e calendari consultabili online o sulla fanpage ufficiale della Fondazione FS Italiane su Facebook).

Il treno è frequentato da estimatori. Un ragazzo lo ammette “io di questi treni so tutto, o quasi“. Ma ci sono anche tante famiglie con bambini di tutte le età al seguito. Vanno in gita sul lago. E il treno, si sa, è il mezzo di trasporto migliore anche per i momenti liberi: rilassa ed è a basso impatto ambientale. Questo per la verità va a carbone ed emette nuvole di C02 intense.

Ma Luigi Cantamessa, che è il direttore generale di Fondazione Fs, rassicura dicendo che è come se viaggiassero in contemporanea 4 autobus sulla stessa tratta. Lo prendiamo per buono. Invitando Mauro Moretti, presidente di Fondazione Fs (sul treno con noi per raccontare la volontà di essere in linea con altri Paesi nella riscoperta delle tradizioni ferroviarie che porta con sé “un turismo di elite con numeri che crescono ogni anno“) a piantumare alberi a compensazione di questi viaggi.

È salita sul treno anche Claudia Terzi, l’Assessore ai Trasporti della Regione Lombardia. Arrivata al capolinea incontra il sindaco di Paratico, Carlo Tengattini, oltre a una delegazione di altri rappresentanti locali. Il Sindaco non si lascia sfuggire la stretta di mano con la Terzi e chiede, anche a nome di altri 16 sindaci stretti nel patto del G16, di riaprire le linee ferroviarie per il trasporto passeggeri.

Fino al 1966 ci muovevamo su rotaia” ricorda il Sindaco “studenti lavoratori tornerebbero volentieri a spostarsi in treno, decogestionando il traffico“. Lo crediamo anche noi, mentre il Sindaco promette di valutare quanti potrebbero essere gli effettivi pendolari della zona.

Oltre alla volontà e ai finanziamenti per riaprire tutti i giorni la stazione, ci sarebbe bisogno di costruire una nuova stazione. Quella antica è stata qualificata in un bellissimo locale che ora è fioreria, confetteria e caffetteria. Prende il nome di Bohem ed è il giusto arrivo di un viaggio vintage.

Nel 2008 avevamo acquistato da ferrovie dello stato” racconta il sindaco Tengattini3 ettari con annessi per 8 milioni di euro“. Ora sono a reddito. Compresa la vecchia stazione trasformata in un locale di classe dai fratelli Marini. Un reportage ad hoc non può mancare su questo sito che ama rilanciare buoni progetti di riqualificazione.

Per il momento la Terzi mette in evidenza i fondi recuperati per mettere in sicurezza i moli del lago Sebino. Non si espone neppure il giovanissimo onorevole Alberto Ribolla che con la famiglia è salito sul Sebino Express a Bergamo. Lui, per la Lega Nord, è in commissione bilancio e si capisce che ha molto a cuore questo territorio. Come anche l’ambiente. In fondo, sempre di problemi di pendolari lombardi si parla. E forse qualcosa nascerà.

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