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Tre leve perchè il turismo non scoppi, ma diventi sostenibile

città: Milano - pubblicato il:
turismo accoglienza

Estate archiviata, proviamo oltre a mostrare le nostre fotografie a ragionare su quanto siano state sostenibili le nostre ferie. La sensazione è che anche quest’anno il turismo sia scoppiato.

Soprattutto in Italia, in bilico tra questi mesi caldi e afosi (quanta aria condizionata abbiamo usato?), tragedie della strada, bizze del tempo e dati di un inquinamento che passa dalle città alle località marine o montane.

Inquinamento atmosferico e acustico, derrate di cibo avanzato e buttato, plastica e altri materiali inquinanti non conferiti correttamente, trucchetti di maleducazione generalizzata… sono tutti sintomi di un turismo che non ha ancora imparato a essere sostenibile.

Eppure, si fa sempre più urgente che il settore con il più alto tasso di crescita, quale è quello dell’accoglienza, svolti verso la strada della sostenibilità e dell’educazione. Che significa, migliorare il prima possibile tre leve: ambientale, culturale e sociale. Basta con l’idea di spremere il turista.

Una strada, a quanto pare, ancora molto in salita. Eppure, il turismo è una delle attività economiche che possiedono il maggiore potenziale per generare crescita e posti di lavoro nell’Unione Europea.

I dati sono interessanti e forse quelli pubblicati dall’Ue sono ancora al ribasso: il turismo contribuisce attualmente per il 4% alla creazione del Pil in Europa, con percentuali variabili dal 2% di molti nuovi Stati membri al 12% come avviene per Malta.

Il contributo indiretto alla creazione del Pil sarebbe ancora molto più elevato: il turismo genera indirettamente oltre il 10% del Pil dell’Ue e fornisce circa il 12% di tutti i posti di lavoro.

E c’è chi chiede – Federalberghi – che si allunghi il più possibile i mesi di accoglienza: “in questo modo” sono le previsioni di Bernabò Bocca, presidente dell’associazione “avremmo quasi 230mila occupati in più“.

Occupiamoli bene questi lavoratori ma… prepariamoli a lavorare con i turisti in maniera consapevole e sostenibile. Perché non si può prescindere dalla qualità dell’esperienza dei turisti, che sono sempre più attenti a puntare a località attente all’ambiente.

Integrando l’attenzione per la sostenibilità nelle loro attività, gli operatori del settore proteggeranno i vantaggi competitivi che fanno dell’Europa la destinazione turistica più attraente al mondo” cita l’agenda per un turismo sostenibile pubblicata dall’Unione Europea “Inoltre affrontando la tematica della sostenibilità in modo socialmente responsabile si aiuterà l’industria turistica a innovare prodotti e servizi e a migliorarne la qualità e il valore“.

Così accanto alle classifiche del si mangia bene sarebbe utile trovare anche quelle del trattano bene il cliente.

Liguria e Sardegna sono due Regioni rinomate per non eccellere in questo tema. E non c’è TripAdvisor che tenga. Basta leggere alcune lamentale e le relative risposte dei ristoratori/albergatori per rendersi conto che la professione deve fare un salto culturale e non pensare solo ad arricchirsi nei mesi caldi.

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