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In Italia si spendono 22,5 miliardi di euro annui per rimediare agli errori medici

città: Firenze - pubblicato il:
errori medici

22,5 miliardi di euro che ogni anno, in Italia, si devono spendere per rimediare a errori medici, evitabili; una cifra enorme che potrebbe essere invece utilizzata per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale.

Dati importanti, elaborati in un approfondimento dello Studio Legale Chiarini, basati sulle informazioni raccolte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel Report Mondiale 2018 sulla Qualità dei Servizi presentato durante il XX congresso IEA (International Ergonomics and Human Factors Association) svoltosi a Firenze con il supporto organizzativo del Centro G.R.C. (Gestione Rischio Clinico) della Regione Toscana.

Questa cifra è stata elaborata partendo dal rapporto dell’Oms che valuta al 15% il valore della spesa sanitaria utilizzato in conseguenza di eventi avversi. Considerando quindi che nel 2016 la spesa sanitaria corrente in Italia è stata pari a quasi 150 miliardi di euro (dati Istat) il costo per rimediare agli errori medici è di circa 22,5 miliardi di euro annui.

Ma solo una piccola parte di questo importo è destinata a compensare economicamente i pazienti che siano rimasti vittima di un errore; i risarcimenti erogati per episodi di cd. malasanità, infatti, sono enormemente inferiori rispetto ai costi sanitari che il sistema sopporta in termini di prolungamenti delle degenze e di cure aggiuntive” conferma l’avvocato Chiarini.

Alla base del problema c’è una tendenza globale dei pazienti nei Paesi ad alto reddito, tra i quali l’Italia (secondo i criteri della Banca Mondiale sono quelli con un prodotto interno lordo pro capite uguale o superiore a 12.056 dollari):

  • il 10% dei pazienti va incontro a un evento avverso durante il trattamento sanitario
  • il 7% dei pazienti può acquisire una infezione correlata all’assistenza sanitaria (il dato è del 10% nei Paesi in via di sviluppo), infezioni che potrebbero essere facilmente evitate con una migliore igiene e con un uso intelligente degli antibiotici
  • la resistenza agli antibiotici è divenuta un importante problema di salute pubblica globale, a causa del loro uso improprio o eccessivo nell’assistenza sanitaria
  • globalmente, il costo associato agli errori terapeutici è stato riduttivamente stimato in 42 miliardi di dollari all’anno, senza considerare salari persi, cali di produttività e spese di cura
  • in media, i danni ai pazienti e gli eventi avversi negli ospedali consumano circa il 15% della spesa sanitaria in un tipico Paese sviluppato
  • in linea generale, persistono ingiustificate variazioni nell’erogazione delle cure sanitarie e una significativa percentuale di pazienti non riceve cure appropriate o basate sull’evidenza scientifica

Errori medici, la situazione in Italia

Secondo i dati elaborati dallo studio legale, esiste una quota certa di eventi avversi evitabili. Per esempio, delle circa 6/7 mila morti per infezioni nosocomiali che si verificano ogni anno in Italia, circa la metà potrebbe essere scongiurata se gli ospedali applicassero correttamente le linee guida di prevenzione.

L’avvocato Chiarini avverte infatti che “le più recenti revisioni critiche delle misure preventive in tema di infezioni ospedaliere, infatti, evidenziano il ruolo centrale della sterilità degli operatori e delle strumentazioni durante l’assistenza al malato. L’infezione va dunque ricondotta non solo al luogo, ma anche alla procedura“.

Un problema di organizzazione e di processo quindi: “volendo fare una stima attendibile, è ragionevole ritenere che una più attenta organizzazione e un rispetto più puntuale delle misure di prevenzione siano in grado di ridurre gli errori di almeno il 20/30%, comportando innanzitutto maggiore tutela dei pazienti, ma anche un risparmio di 5/6 miliardi di euro all’anno. Questo risponde anche a chi ritiene che certi interventi riorganizzativi siano resi impossibili dalla scarsità delle risorse disponibili. Ridurre gli errori medici non solo è possibile, ma giova alla spesa sanitaria” conclude l’avvocato.

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