Home Agricoltura e Bio Giovani farmer, gli under 35 tornano alla terra, sfruttando l’innovazione

Giovani farmer, gli under 35 tornano alla terra, sfruttando l’innovazione

città: Milano - pubblicato il:
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Giovani farmer, preparati e competitivi. A capo di oltre 55mila aziende agricole italiane ci sarebbero per lo più agricoltori under 35, laureati e hi tech. La loro presenza sembrerebbe esplosa soprattutto nell’ultimo anno.

Secondo una relazione di Unioncamere e Coldiretti, il numero di giovani che sceglie il ritorno alla terra cresce e i dati Istat lo confermano: il primo semestre 2017 ha registrato un incremento del 6,8%, percentuale che arriva al 9% nel terzo trimestre.

La crisi dell’occupazione giovanile in Italia è molto forte, quindi i figli di agricoltori, di fronte alla difficoltà di trovare un impiego, decidono di dedicarsi all’azienda di famiglia” ragiona sui numeri e le tendenze Antonio Raschi, direttore dell‘Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr “Il mondo agricolo ha vissuto un profondo cambiamento nelle colture, nell’organizzazione del lavoro, nel tipo di commercializzazione. Ha recepito tutte le innovazioni che via via si presentavano. I giovani agricoltori hanno un livello culturale più elevato delle passate generazioni e questo li aiuta a confrontarsi con il mercato“.

I nuovi imprenditori agricoli usano il web e la tecnologia, uno su quattro è laureato e otto su dieci vanno periodicamente all’estero. È questa la carta di identità dei giovani farmer italiani.

Caratteristiche che li rendono idonei a sostenere le sfide del mercato globale: le loro aziende rispetto alla media possiedono infatti una superficie superiore di oltre il 54%, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati in più.

Il 70% delle imprese giovani opera inoltre in attività che mirano all’ecosostenibilità, alla tutela ambientale e all’attenzione al sociale: fattorie e orti didattici, agriasilo, agricoltura sociale per l’inserimento di detenuti e tossicodipendenti, attività di educazione alimentare e ambientale con le scuole.

Questi dati emergono da un approfondimento redatto dal Cnr a firma di Grazia Battiato che però fa notare anche che si registra un forte squilibrio fra Nord e Sud, questa volta a vantaggio del Mezzogiorno, che vede Sicilia e Sardegna regine della crescita delle aziende agroalimentari di giovani farmer under 35.

Nello specifico, la Sicilia vanta la maggiore percentuale: i giovani agricoltori guidano l’8,1% delle imprese. Un divario, quello fra Settentrione e Meridione, che riflette le difficoltà emerse da un recente report della Commissione Europea.

I giovani del Nord Italia hanno maggiori difficoltà nell’accesso alla terra, anche se quelli del Sud, che spesso tornano alle proprietà agricole di famiglia, faticano a trovare informazioni affidabili relative ai servizi pubblici.

La problematica principale, che accomuna tutti, è l’accesso al credito. L’impegno economico di partenza per un’azienda agricola, secondo Coldiretti, oscilla fra i 30mila e i 50mila euro.

Insomma: la partenza nel settore agricolo non è facile, ma per agevolarla i giovani agricoltori possono contare sull’aiuto dei fondi europei. Nel 2016-2017 sono stati circa 30mila quelli che hanno presentato domanda per accedere ai Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione.

Sicuramente le agevolazioni a livello europeo aiutano i giovani agricoltori, ma spesso manca un supporto tecnico, che pure ha un costo elevato” conclude RaschiCon l’Istituto abbiamo sostenuto un’associazione di giovani agricoltori interessati alla semina su sodo e questo ha sviluppato dinamiche di collaborazione fra gli agricoltori che sono andati oltre le nostre aspettative, producendo ottimi risultati“.

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