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L’incubo di chi guida elettrico? Rimanere a piedi

città: Milano - pubblicato il:
mobilità elettrica - that's mobility

E se mi si ferma l’automobile elettrica e non trovo dove ricaricarla? È questo l’incubo principale degli italiani nei confronti della mobilità elettrica: rimanere a piedi.

Lo rileva anche un’indagine condotta dalla testata giornalistica Nuova Energia che ha condotto le interviste in collaborazione con That’s Mobility (un nuovo evento dedicato alla mobilità elettrica che si svolgerà a Milano il 25 e 26 settembre 2018).

Così l’indagine fa emergere che il 61 percento del campione parla di difficoltà di fare rifornimento e il 58 percento (risposte multiple) denuncia il rischio di rimanere senza carica. Insomma, il consumatore non sembra ancora pronto a un cambio di mentalità e vuole continuare a comportarsi come alla guida di un’auto tradizionale.

Tanto è vero che una significativa percentuale (un’intervista su quattro) lamenta nel fare il pieno la “mancanza di una alternativa al self service“!

Ed è qui che casca l’asino: con un’automobile elettrica tra le mani il comportamento di guida deve cambiare completamente. Si conduce in maniera nuova (diciamo più rilassata e senza sgommare) e si ricarica facendo una certa previsione di viaggio/percorso aiutati molto anche dalle App. E ovviamente si risparmia in maniera nuova. E soprattutto non si inquina. Il dato sembra, purtroppo, rimanere troppo sotto traccia.

L’indagine fa emergere altri dati relativi alla mobilità elettrica. Nella scelta di una nuova auto, il tipo di alimentazione risulta essere il primo fattore (28,7 percento delle risposte) e sopravanza il prezzo (27,2 percento). Potenza e velocità scompaiono (solo il 4 percento); anche linea ed estetica sembrano avere un peso marginale.

Si afferma, invece, la sicurezza (12,9 percento). Infine, un italiano su dieci ha dichiarato che tendenzialmente “non comprerà più un’auto di proprietà“. Una chicca: pare che il 60% delle donne vorrebbe poter fare la ricarica dal benzinaio. Perché no… ma magari non solo i benzinai saranno gli addetti a questo servizio.

In generale, gli italiani mostrano una conoscenza e una consapevolezza ancora molto superficiali, come confermano le risposte su autonomia, costi e durata della ricarica. Peraltro, non emerge una maggiore apertura da parte della generazione Millennial. Anzi…

Tra i suggerimenti per favorire la diffusione della e-mobility (si potevano dare fino a un massimo di tre risposte) ha prevalso “l’offerta di incentivi economici sull’acquisto del mezzo“, distaccando di poco l’obbligo di “installare colonnine nei distributori di benzina esistenti” e di “installare le colonnine nei parcheggi di tutti i supermercati“.

Un’analisi più approfondita delle risposte ha rivelato numerosi casi di incoerenza. Per esempio soggetti che vorrebbero incentivi all’acquisto, ma non considerano il prezzo una barriera; che chiedono tariffe agevolate sul kWh, ma sono convinti che già oggi si possa fare un pieno con pochi euro; che pensano di poter fare il tragitto Milano-Roma senza alcuna sosta, ma vedono nella scarsa autonomia il maggior problema delle e-car.

Serve dunque tanta, tanta informazione in più. L’indagine, in particolare, suggerisce agli addetti ai lavori di lavorare sulle colonnine di ricarica cercando di renderle un oggetto più a portata di mano del consumatore (non solo in termini di diffusione sul territorio). Ovviamente se ne parlerà a That’s Mobility (ingresso gratuito previa pre-registrazione online).

L’indagine ha interessato l’intero territorio nazionale, con una segmentazione delle risposte in base a sesso, età, posizione lavorativa e area geografica e ha coinvolto oltre 1.000 soggetti al di sopra dei 18 anni. Avete risposto anche voi?