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L’uomo sfrutta il vento ma deve studiarne – e temerne – le conseguenze

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La forza del vento è infinita. L’uomo ha saputo sfruttarla al meglio con le tecnologie eoliche, ma quando il vento sfugge ai controlli umani risulta essere uno dei fenomeni naturali più catastrofici.

Giovanni Solari, del dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale (DICCA) dell’Università di Genova, afferma che “il 70% dei danni e dei morti dovuti a eventi naturali sono opera del vento che si manifesta in due forme: il ciclone extra-tropicale e il temporale, ma non esiste un modello del vento temporalesco e delle sue azioni analogo a quello per il ciclone“.

Per Solarigli effetti peggiori del vento sono prodotti dai temporali, fenomeni ancora misteriosi“.

Ed è qui che si cala il progetto Europeo Erc AdG Thunderr, acronimo di temporale (THUNDERstorm) e di fragore (Roar), che si prefigge proprio di studiare il fenomeno temporalesco: misurare i temporali, la loro potenza, attraverso una rete di monitoraggio. A questo scopo è stato installato proprio al porto di Genova Voltri un LiDAR scanner Windcube 400S.

L’obiettivo” spiega il docente che guida il team di ricerca “è creare una banca dati di registrazioni e scenari meteorologici, condurre prove di laboratorio e simulazioni numeriche uniche, formulare un modello innovativo del vento temporalesco per esportarlo alla fisica dell’atmosfera, realizzare un nuovo modello di calcolo da applicare alle strutture per arrivare a rendere le nostre costruzioni più sicure e sostenibili“.

L’Italia” è il parere di Solarialmeno per ora, non subisce cicloni tropicali, anche se sta iniziando a subirli in forma blanda. L’impressione generale è che il ruolo dei cicloni extra-tropicali (le nostre perturbazioni) stia diminuendo e stia crescendo la frequenza e l’intensità dei temporali (proprio il motivo del nostro progetto)“.

Collaborano a Erc l’Università di Western Ontario in Canada, con un laboratorio per simulazioni di temporali unico al mondo e gli atenei di Eindhoven e Berlino.

L’European Research Council ha finanziato lo studio che si protrarrà per altri 4 anni con circa 2 milioni e mezzo di euro. “È in assoluto il finanziamento più importante della Comunità Europea” chiosa Solari “e uno dei più importanti nel mondo“.

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