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Allarme pesca in Adriatico: risultati sempre più scarsi

città: Rimini - pubblicato il:
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È allarme pesca nell’Alto Adriatico: le marinerie romagnole di Rimini e Cesenatico segnalano che i pescherecci tornano sempre più spesso con scarsi risultati.

Lo conferma l’ultimo report dell’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura di Veneto Agricoltura (sorto nel 2004 nell’ambito del programma europeo Adri.Fish con l’obiettivo di raccogliere ed elaborare dati economici e sociali sulla pesca di Veneto, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Slovenia e Croazia).

In pratica, alla stregua di quanto avviene nella pesca marittima dell’intera area dell’Alto Adriatico, anche la flotta riminese mostra un trend negativo, con i 147 pescherecci registrati nel 2017 e un calo decennale del 22,6%.

Stesso discorso per la flotta marittima di Cesenatico, che alle 66 barche presenti fa associare una perdita decennale del 31,8%.

L’allarme pesca è in controtendenza, invece, per la flotta cattolicense, che segna una variazione annua nulla (41 unità presenti) e un rialzo nel lungo periodo del 5,1%.

Allarme pesca in Alto Adriatico, i dati puntuali

In sostanza comunque le imprese della filiera ittica dell’Alto Adriatico sono in perdita di unità, visto che alle 358 aziende complessive presenti nell’area corrisponde una decrescita rispetto al 2009 del 2,7%, dovuto alle sole ditte operanti nella pesca.

Per la provincia di Forlì-Cesena, che comprende le imprese ittiche di Cesenatico (146 unità), la perdita è ancora più accentuata (-13,6%).

Lo sbarcato locale del mercato ittico di Cattolica, comprensivo anche del pescato della vicina flotta marchigiana di Gabicce, dopo un periodo di forte perdita dei quantitativi, negli ultimi cinque anni si tiene costante intorno alle 500 tonnellate.

A Cesenatico, invece, a fronte di una produzione nel 2017 di circa 4.400 tonnellate, si registra un rialzo annuo del 3,1%.

Il mercato di Rimini, che commercializza anche prodotto di provenienza nazionale ed estera, con le totali 1.709 tonnellate transitate nell’ultimo anno, segna variazioni negative rispetto sia al 2016 (-6,5%) che al 2008 (-12,6%).

Si rileva la stessa situazione anche per il fatturato relativo alle vendite di prodotti alieutici visti in precedenza.

Il valore stimato delle vongole di mare pescate dal Co.Ge.Mo. di Rimini nel 2017 è pari a 2.172 tonnellate (+6,2%). Se la mitilicoltura dell’area di Cesenatico fa segnare una crescita decennale del 30% netto, a fronte delle 4.327 tonnellate prodotte, per gli allevamenti riminesi si registra un calo nello stesso periodo del 13,7% (3.735 tonnellate prodotte).

In aumento sia le importazioni che le esportazioni per la provincia di Rimini dei prodotti della pesca tal quali, secondo i dati della locale Camera del Commercio, che fanno scaturire un saldo della bilancia estera negativo per circa 14 milioni di euro.

Del tutto opposta è la situazione che si rileva per le transazioni internazionali della provincia di Forlì-Cesena, che anche in questo caso portano a un saldo della bilancia commerciale negativo per circa quattro milioni di euro.

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