Home Eco Lifestyle Arte del recupero, quanti esempi a Orticolario

Arte del recupero, quanti esempi a Orticolario

città: Como - pubblicato il:
arte del recupero
Rino il cestaio della Lunigiana

L’arte del recupero è sempre più green ed è anche precorritrice dell’economia circolare; questa tradizione, anche quest’anno nel corso di Orticolario, ha influenzato la già bella atmosfera della manifestazione.

C’era il signor Rino Mariani, lunigiano, che sa fare i cesti da sempre. “Avevo 7 anni quando mi insegnò mio padre“. L’arte del recupero poi l’ha messa da parte finché è tornato in pensione. Prende rami di salice, olivo. Tiene puliti gli argini del fiume Magra per questo. E ne fa contenitori indistruttibili.

In Italia manca una scuola di cestini, anche se in Trentino Alto Adige pare che sia curriculare in certi corsi tecnici. Ci batte la Spagna e la Francia. Certo, è un mestiere che richiede passione e tempo. Ma la gente a Orticolario – unico posto in cui è possibile acquistare i cestini del signor Rino – li apprezza molto e li acquista (vanno dai 30 ai 70 euro).

Il signor Angelo è, invece, un giardiniere che non ha intenzione di andare ancora in pensione. Si diverte a raccogliere le pigne di tutte le forme e a farne decorazioni. Stile nord Europa.

La materia prima il signor Angelo la seleziona nei giardini in cui lavora. E non manda in discarica i frutti del della natura. Ma gli dà forgia e forza nuova.

Altri protagonisti dell’arte del recupero a Orticolario

Fanno Betti di cognome e sono di Santarcangelo di Romagna. Sono artigiani del recupero della latta. Loredana è una vera artista del pennello e trasforma le vecchie casseruole in sottovasi di un altra epoca. Sotto le sue esperte mani ha trasformato le vecchie lattine della passata in contenitori di erbe aromatiche.

Anche la Junk town di Vittorio Peretto è fatta di scarti. Il progetto nasce nell’atelier Hortensia, studio di garden design. “Nella capanna coperta di scampoli di seta” ci racconta il figlio di Vittorio, Pietro Peretto “puoi giocare a trovare le finestrelle per riuscire a osservare cosa succede dentro“.

Trovati i pertugi, ci si affaccia e si percepiscono oggetti che, una volta accesa la luce, si mostrano nella loro natura. “È lo scarto del lavoro dello stesso laboratorio che si occupa di architettura del paesaggio“. Vasetti, scatole e scatolette. Bobine. Accorciate come un presepe si illuminano e mostrano la città spazzatura. Un simbolo.

La bottega di Unzipo’ da Marciana Marina (isola d’Elba) è arrivata a Orticolario con scarpe dai modelli stravaganti. Non per niente Giuliano Soldi nasce con e per le calzate della commedia dell’arte. Ma con la pelle e i suoi avanzi ci gioca tanto da farne anche teiere e tazze.

Tutto in pelle nella più antica tradizione toscana “ma la concia è vegetale” spiega la moglie di Giuliano “e poi abbiamo le cenciose che sono ballerine meticolosamente create con i pezzettini di scarto delle pelle usate“. Gli avanzi, insomma, non si buttano neanche nella bottega Unzipo’.

Condividi: