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Verde pubblico contro la depressione psicologica ed economica delle città

città: Milano - pubblicato il:
verde pubblico milano

A meno che non cada una bella pigna in testa a un ladro stendendolo mentre fugge, il verde pubblico nelle città non è un elemento direttamente collegato a fattori in grado di bloccare la criminalità spiccia.

Anzi, se le aree verdi non si sviluppano con gli adeguati presupposti di pianificazione, non ultimo paesaggistici, potrebbero anche creare condizioni di insicurezza.

Ciò detto, il verde pubblico crea sempre e comunque benessere anche psicologico e, quindi, è possibile rendere gli abitanti di una qualsiasi enclave, anche la più industrializzata che mai, più sereni e in effetti, magari, meno inclini a litigi o soprusi.

È questa in estrema sintesi la tesi emersa dal convegno Il verde nelle smart cities. Parchi e viali alberati per il benessere delle città, contro degrado e criminalità, organizzato da Assoflora Lombardia, sotto la guida della presidente Nada Forbici.

Ed è lei a trarre le conclusioni e aggiungere perché una città, una comunità non possa fare a meno del verde.

L’appello della Forbici non cade nel vuoto: giusto il giorno dopo il convegno si viene a conoscenza che il bonus verde che prevede la detrazione del 36% è stato rinnovato dal Governo.

La cultura del verde pubblico fa quadrato: l’incontro organizzato presso l’auditorium Ance di Milano, in effetti, è stata una preziosa occasione per parlare del tema sicurezza e verde. Sono stati chiamati in adunata professionisti che nel corso delle loro esperienze hanno potuto affrontare temi legati all’uso degli spazi verdi, alla loro progettazione e ai loro effetti su chi li frequenta.

Sono varie le questioni che sono emerse nel corso degli interventi: come conciliare il bisogno di spazi verdi a quello di sicurezza? Quali elementi progettuali ha realmente senso utilizzare per rigenerare le aree verdi? Quali effetti ha il verde sulla salute psicofisica delle persone e quali sulla criminalità?

Il docente di criminologia di Milano Bicocca Roberto Cornelli, alla domanda “il verde previene la criminalità?” dà una risposta netta: no! Almeno, non alla dimensione macro, non in modo meccanico.

È differente parlare dei casi locali: ogni spazio è vissuto in base a come è progettato e le varie tipologie di crimine (spaccio, borseggi e via dicendo) possono essere favorite o meno da condizioni differenti: solo una progettazione attenta può essere davvero efficace.

È dello stesso parere Silvio Andreoli, direttore di Boscoincittà, per cui la ricetta di una buona azione circa l’uso e la fruizione dei parchi è che chi la compie abbia un radicamento saldo sul territorio.

È proprio grazie alla conoscenza degli spazi e delle dinamiche sociali che a Boscoincittà è stato risolto il problema delle grigliate irregolari: invece che reprimere questo problema, gli si è data una risposta. Sono stati costruiti dei barbecue in muratura che garantiscono maggiore sicurezza, ordine e un miglior uso degli spazi.

Considerando, invece, gli effetti del verde pubblico sul benessere psicologico di chi lo vive è illuminante l’intervento della ricercatrice Viola Follini, la quale nella ricerca The Green Pill, indaga gli effetti della vegetazione sugli stati mentali delle persone: sono notevoli i risultati, che vedono tutti i parametri analizzati migliorare in accordo con il grado di naturalità del verde.

Nel verde” spiega la Follini con dati alla mano “la gente rimugina meno“. Il termine ha a che fare con la psichiatria perché le ruminazioni, rappresentano spesso una patologia e sono caratteristiche degli individui con depressione, ansia sociale e disturbo ossessivo-compulsivo.

Più sul lungo termine sono gli effetti citati invece da Paola Brambilla, delegata Wwf Lombardia la quale, citando altri studi psicologici, spiega come la scarsità i contatti con l’esterno sia collegata a uno scarso sviluppo della memoria sensoriale e a lungo termine e come l’assenza di verde sia collegata a disturbi dell’attenzione.

In fondo, come ha detto Massimiliano Atelli, presidente del Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico presso il Ministero dell’Ambiente, “al verde si possono chiedere tante cose“: sfruttiamone quindi le potenzialità, perché un verde che funziona migliora la vita di tutti i cittadini.

L’appello dei professionisti presenti al convegno (pianificatori, agronomi, architetti) è perché la qualità diventi centrale nelle azioni delle amministrazioni, così da rendere realmente il verde pubblico multifunzionale ed efficace e dare un valore anche economico a quartieri e città.

Ma “un albero non si può mettere ovunque e non va messo dove non ci sta o se quello spazio non può poi essere gestito” ammonisce Francesco Ferrini, docente di produzione agroalimentare e Ambiente dell’Università di Firenze. E anche questo aspetto non è da sottovalutare…

ha collaborato Sebastian Brocco

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