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Le neuroscienze mostrano come rispondiamo agli stimoli green

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 3 novembre 2018
neuroscienze

Le neuroscienze indagano come il cervello umano interagisce in tema green, o meglio cosa si accende di fronte al verde dei parchi cittadini.

Il tema lo abbiamo toccato più volte, ma un test sul campo condotto da tecniche proprie delle neuroscienze ci permette di saperne di più. A parlarcene è la Thimus, realtà italiana dove un uomo di business, Mario Ubiali, e uno psicologo clinico, Andrea Bariselli, si sono incontrati e hanno dato vita a un’azienda che applica le neuroscienze e la biometria alla vita di tutti giorni.

Questa volta il focus sono state le reazioni di chi passeggia nei parchi. Milanesi, in questo caso visto che l’esperienza è stata fatta in due aree verdi del capoluogo lombardo, ovvero presso lo storico parco di Corso Venezia, ora Parco Montanelli, e la nuova area green di CityLife.

La primissima considerazione che ci racconta Bariselli analizzando i dati emersi dallo studio è che “il parco Indro Montanelli con ricchezza di flora e fauna ha prodotto livelli significativamente più positivi per tutti gli stati mentali misurati rispetto al parco Citylife“.

Come mai? “Una possibile ipotesi” continua il direttore scientifico “è che Citylife abbia un design con interventi di antropizzazione più marcata rispetto a Indro Montanelli che si configura come ambiente più naturale evocatore di un paesaggio anche boschivo“.

Quale era nello specifico l’obiettivo della ricerca che avete presentato alla GreenWeek e in particolare con chi avete condotto le ricerche?

L’obiettivo è stato quello di misurare in maniera specifica, scientifica e ripetibile i possibili benefici sul cervello umano di due tipologie differenti parchi urbani della città di Milano.

Per la ricerca sperimentale sono state usate tecniche neuro-scientifiche (EEG, Eye Tracking e GSR) applicate al campo della geografia e urbanistica per studiare i benefici della natura urbana sulla salute mentale.

Quattordici soggetti sono stati osservati e registrati per 40 minuti attraverso i due parchi di Milano: lo storico Indro Montanelli e Citylife, nuovo parco definito eco-sostenibile e creato grazie a una rigenerazione di un ampio spazio in disuso.

Per questo progetto abbiamo lavorato con una ricercatrice italiana, Viola Follini, laureata in Environmental Management con master in Sustainable Cities presso il King’s College London e attualmente presso C40 Cities Climate Leadership Group nel Measurement and Planning team di Londra (ndr: Viola Follini l’abbiamo poi incontrata al convegno)

C’è qualche aspetto emerso dal test sul campo che vi ha stupito?

È stato sorprendente notare come gli elementi di antropizzazione, sebbene ben progettati e strutturati, vengono comunque percepiti come estranei al paesaggio dal cervello umano. L’armonia spontanea della natura nelle sue dinamiche evolutive e naturali è ancora elemento insostituibile di benessere percepito.

Consigli per i pianificatori del verde?

Le neuroscienze applicate si dimostrano nuovamente strumento eccellente di comprensione delle dinamiche cognitive ed emotive, questo lavoro potrebbe aprire a riflessioni e costituire un supporto alla comprensione sui diversi interventi di design per nuovi spazi verdi in città e non solo.

Comprendere quali elementi e quali caratteristiche possano influenzare positivamente la relazione uomo e natura urbana da un punto di vista cognitivo e psichico risulta importante per poter affrontare investimenti nelle pianificazioni e gestioni di città più verdi e più sostenibili, con obiettivo del collettivo benessere.

Cosa sono le neuroscienze: una definizione

Il termine neuroscienze deriva dal neologismo inglese neurosciences, creato dal neurofisiologo americano Francis O. Schmitt che comprese che si dovevano eliminare le barriere tra le diverse discipline scientifiche, unendone risorse e sforzi, se si voleva ottenere una comprensione completa della complessità del funzionamento cerebrale.

Le discipline rappresentate ora con il termine neuroscienze rappresentano quindi una scienza interdisciplinare, che attinge da matematica, fisica, chimica, nanotecnologie, ingegneria, informatica, psicologia, medicina, biologia, filosofia, e elimina il confinamento specialistico dello studio del cervello degli anni passati.

Eric Kandel, premio Nobel autore del libro Principi di Neuroscienze definì che il compito delle neuroscienze è “di spiegare il comportamento in termini di attività del cervello. Come può il cervello dirigere i suoi milioni di singole cellule nervose per produrre un comportamento, e come possono essere queste cellule influenzate dall’ambiente? L’ultima frontiera della scienza della mente, la sua ultima sfida, è capire le basi biologiche della coscienza, e i processi mentali attraverso cui noi percepiamo, agiamo, impariamo e ricordiamo“.

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