Home Eco Lifestyle Pioggia di Draconidi. Che cosa sono. L’inquinamento luminoso può dare fastidio?

Pioggia di Draconidi. Che cosa sono. L’inquinamento luminoso può dare fastidio?

città: Milano - pubblicato il:
pioggia di draconidi

Quante volte vi siete fermati con il naso all’insù ad ammirare un cielo pieno di stelle luminose, aspettando di vederne cadere una ed esprimere un desiderio? Il fascino di un cielo stellato è paragonabile a poche cose: un mondo lontano, sconosciuto e fantastico, foriero di suggestioni per immaginare storie lontane mille galassie. E tra i tanti spettacoli che il cielo offre, quello della pioggia di draconidi è davvero tra i più sensazionali da poter ammirare a occhio nudo.

Le Draconidi sono le stelle cadenti originate dalla cometa 21/P Giacobini-Zinner e sono chiamate così perché visibili nella costellazione del Drago. Come per ogni sciame meteorico, infatti, il loro nome deriva dalla costellazione-radiante del cielo da dove sembrano originare, come spiegato in numerosi libri di astronomia.

In realtà, queste stelle sono anche chiamate Giaconidi, dal nome della cometa. Più nel dettaglio, si tratta di una scia di frammenti rocciosi e polveri della cometa e il periodo in cui è più facile vederle è quello tra l’8 e il 9 ottobre di ogni anno o il 30 e 31 ottobre, periodo in cui solitamente la terra transita in prossimità della cometa periodica. Questo fenomeno però sarà possibile vederlo per tutto il periodo del mese di ottobre.

Per chi ha a fortuna di vederlo, lo spettacolo che regalano le Draconidi è davvero straordinario. In particolare, quest’anno lo sciame meteorico autunnale che di solito non è visibile in maniera nitida, potrebbe regalare emozioni davvero indimenticabili. Questo perché la Luna nuova cadrà all’alba del 31 ottobre, cosa che significa che tra il 30 e il 31 il cielo non verrà raggiunto dalla luce riflessa dal satellite.

Va da sé che il manto celeste completamente buio permetterà di cogliere, a occhio nudo, anche le fiammate più deboli. È chiaro che sarà possibile ammirare questo spettacolo in zone in cui non vi sia un invadente inquinamento luminoso, che coma sappiamo è un’alterazione del livello naturale della luce nell’ambiente notturno.

Un altro motivo per cui quest’anno le Draconidi potrebbero esibirsi in uno spettacolo ancor più suggestivo è che la Cometa 21/P Giacobini-Zinner è passata al perielio, il punto di massima vicinanza dal Sole.

I frammenti, dunque, vale a dire le stelle cadenti, sono infatti generate da microscopici detriti e da polveri che il passaggio di questi gelidi oggetti celesti si lascia alle spalle e che bruciano a contatto con la nostra atmosfera. Durante il suo moto celeste, dunque, la Terra potrebbe incrociare un’area particolarmente ricca di questi frammenti.

In realtà, le Draconidi non sono molto spettacolari anche perché gli sciami meteorici sono per natura imprevedibili. In base agli studi fatti si è verificato che, generalmente, si possono contare circa 5 meteore ogni ora. È pur vero, però, che queste stelle cadenti autunnali possono esibirsi in vere e proprie tempeste meteoriche.

La storia ne dà evidenza negli anni passati: nel 1933 e nel 1946, infatti, il cielo si è riempito di migliaia di fiammate che si sono succedute ogni ora. Quando una cosa del genere si verifica, lo spettacolo che si rivela agli occhi è davvero impressionante e durante il picco massimo di quegli anni furono osservate fino a 300 meteore al minuto.

Quest’anno sappiamo che ci sarà Luna nuova e che, ovviamente, il cielo sarà buio: abbiamo quindi ottimi motivi per sperare di assistere a questo balletto di luci meteoriche.

Siccome le Draconidi sono meteore molto lente, chi ha la fortuna di vederle rincorrersi nel cielo dovrebbe riuscire a intercettare delle belle scie luminose, e magari qualche bolide esplosivo.

Per poterle ammirare è importante sistemarsi lontani da punti in cui l’inquinamento luminoso potrebbe inficiare un tale spettacolo e dovrete puntare lo sguardo a Nord Ovest, cercando a sinistra dell’Orsa minore, sulla cui punta si trova la stella Polare, e a destra della stella Vega.

Come già anticipato, queste stelle cadenti possono essere ammirate a occhio nudo. Tuttavia, vi godrete maggiormente lo spettacolo se utilizzerete, per guardare il cielo, una fotocamera che vi permetta di scattare fotografie a lunga posa, meglio se sistemata su un treppiede. Anche solo con un’esposizione di soli 30 secondi, potreste cogliere scie luminose davvero sorprendenti.

A distanza di pochi mesi, a dicembre è possibile ammirare anche le stelle cadenti invernali chiamate Geminidi. Le Geminidi cadono solitamente nella notte di Santa Lucia, il 13 dicembre. Il loro nome nasce dalla posizione apparente che hanno nei cieli da cui provengono le scie, quindi dalla Costellazione dei Gemelli.

Si tratta di polveri lasciate dall’asteroide di 5,10 chilometri di dimensione, e quindi non da una cometa, che ricompaiono ogni anno nel mese di dicembre, quando colpiscono l’atmosfera a 35 chilometri al secondo per poi disintegrarsi. Per riuscire a vedere le Geminidi, gli astronomi consigliano di guardare verso il quadrante più a sud del cielo dove dovrebbero essere maggiori opportunità.

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