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Il parco Segantini a Milano monitora l’aria che tira

città: Milano - pubblicato il:
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Che aria tira a Milano? Te lo dice il Parco Segantini che, da quando si è rimesso in sesto – leggi bonificato e reso vivibile dalla cittadinanza – è diventato smart e pure Iot (Internet of things) e ora sta analizzando con delle centraline costruite appositamente l’aria che tira in città.

Il progetto ce lo racconta Riccardo Casalegno, dell’associazione Parco Segantini che “si è costituita” spiega “nel 2013 per dare risposte ai cittadini che attendevano da anni che l’Amministrazione comunale realizzasse il Parco Segantini, in un ottica di difesa dell’ambiente“.

Ora l’associazione conta 150 iscritti ed è pronta a monitorare l’aria che respira. Come?

Abbiamo terminato la costruzione di 6 centraline” ci racconta il nostro interlocutore “e stiamo iniziando a sviluppare una fase di test con alcune associazioni che gestiscono giardini condivisi e parchi urbani collocandole nei loro siti di Milano. Estenderemo poi la rete ad altre associazioni, scuole e Municipi. Al contempo stiamo mettendo a punto, con un gruppo di allievi dell’Istituto Tecnico Feltrinelli, il collegamento con un sito web cui inviare i dati e permettere ai cittadini di accedere costantemente“.

Ma avete anche il supporto della Bicocca…

Sì, con il DISAT dell’Università Bicocca stiamo avviando una seconda fase di monitoraggio dell’aria. L’intento è realizzare anche alcuni laboratori aperti a tutti i cittadini per diffondere conoscenze sull’ambiente e sul clima, in particolare sui parametri e criteri di analisi della qualità dell’aria e dei conseguenti comportamenti che i cittadini possono adottare nel quotidiano.

Suolo e acqua: su questi due elementi avete in programma analisi?

Stiamo campionando il nostro terreno per permettere al Parco Tecnologico Padano di Lodi di fare analisi del microbioma per ottenere una descrizione comprensiva delle popolazioni microbiche dei differenti suoli. Descriveremo la biodiversità dei vari suoli.

Abbiamo avviato laboratori per educare i cittadini a un corretto sistema di alimentazione e puntiamo a divenire nel tempo luogo di sperimentazione di nuove tecnologie di massa per la salute. Con l’Istituto Tecnico Feltrinelli campioniamo da tre anni la qualità dell’acqua della Roggia Boniforti e dei nostri terreni.

Quanti cittadini ruotano attorno al vostro progetto e come prendete le decisioni? In pratica come avete fatto nascere l’associazione?

I nostri associati sono circa 150 e sono attivi con modalità diverse e su progetti diversi: Ortimisti, Oasi in città, milano smart park #segantini. Contribuiscono sia finanziariamente, sia fornendo professionalità e idee, sia con l’attività manuale.

Siamo organizzati nella forma di associazione senza scopo di lucro e prendiamo decisioni formali nell’assemblea annuale e nei frequenti incontri operativi che si svolgono in campo.

Con il Comune di Milano abbiamo prima collaborato nelle progettazione esecutiva poi sottoscritto due convenzioni per la gestione di 3.000 mq di orti e di 15.000 mq di Oasi in città. Abbiamo realizzato la grande pergola e opere in legno per l’intrattenimento dei bimbi, quali il tronco e la biscia che striscia e di arredo del percorso dei 5 sensi per abili e disabili, quali il punto di osservazione nei pressi del Tiglio e le stanze verdi.

Abbiamo attivato una rete di associazioni per collaborare e per creare relazioni durature con i cittadini nella realizzazione e gestione di un Parco Urbano, al contempo abbiamo sperimentato con il Comune di Milano un percorso di partecipazione alla gestione delle attività pubbliche. In particolare, la collaborazione con la cooperativa sociale Opera in Fiore, ci permette di far operare in campo immigrati e detenuti.

Come vi finanziate?

L’associazione si finanzia con le iscrizioni e con donazioni in natura e in moneta di alcuni soci. Solo il progetto della durata di un anno milano smart park #segantini ha trovato il contributo del 40% della Fondazione Cariplo.

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