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Carburante a basso impatto ambientale: quale scegliere?

città: Milano - pubblicato il:
carburante a basso impatto ambientale

Quale carburante a basso impatto ambientale per le auto scegliere? Metano, Gpl, Gnl, benzina… A oggi, in Italia sono oltre 2,3 milioni le auto vetture alimentate a gas di petrolio liquefatti, ovvero a Gpl.

E secondo quanto affermano gli addetti ai lavori riuniti attorno alla loro associazione, Assogasliquidi-Federchimica, un’auto a Gpl “oltre a consentire un risparmio di costi di quasi il 50% rispetto a una a benzina, consente anche benefici ambientali, dal momento che i gas di scarico prodotti presentano emissioni di ossidi di azoto molto ridotte e di particolato più basse del 90% rispetto alle auto a benzina“.

Eppure, gli utenti sono un po’ frastornati in merito e si chiedono quale sia davvero il carburante a basso impatto ambientale da utilizzare.

Carburante a basso impatto ambientale, i risultati dello studio

Recentemente, uno studio firmato da Transport&Enviroment, indicava che anche le auto a metano – gas rinnovabile incluso – produrrebbero lo stesso inquinamento atmosferico delle auto a benzina e leggermente meno dei diesel che rispettano i nuovi limiti verificati su strada.

Nei camion, il Gnl (gas naturale liquefatto)” continua la ricerca di Transport&Enviroment “può incrementare i livelli di NOx, a seconda del tipo di motore e produrre emissioni di particolato significativamente più elevate rispetto al diesel“.

Invece, continua lo studio citato, il biometano fatto bene ha emissioni a effetto serra considerevolmente minori di quelle del gas fossile, ma – mostra ancora il rapporto – la sua disponibilità in Europa è estremamente limitata.

Andrea Arzà, vice Presidente di Assogasliquidi-Federchimica, tira dritto sul Gpl e risponde invitando “più Comuni italiani, e le istituzioni in generale, a riconoscere proprietà e vantaggi ambientali del Gpl” anzi continua Arzà “Gpl e Gnl sono energie già pronte e disponibili, che grazie alle loro proprietà ecologiche possono dare un forte contributo al Paese, nel raggiungere gli obiettivi europei di riduzione dell’inquinamento atmosferico, che attanaglia le nostre città a danno della salute dei cittadini ed è causa della procedura di infrazione a livello comunitario“.

Piacciono al settore industriale le scelte di quei Comuni che esonerano le auto a gas dai provvedimenti di blocco alla circolazione, come previsto nel nuovo Accordo di programma tra le regioni della pianura padana per il miglioramento della qualità dell’aria, e alcune Regioni non prevedono per queste auto il pagamento della tassa automobilistica.

Degli oltre 2,3 milioni di vetture alimentate a Gpl, Emilia Romagna è la regione che la fa da padrona con 296mila vetture circolanti; quasi 4.100 i punti di rifornimento (di cui ancora 471 in Emilia Romagna, dove sono aumentati di 7 unità rispetto all’anno precedente).

Carburante a basso impatto ambientale: la situazione del Gnl

Durante un convegno in tema tenutosi in questi giorni a Ecomondo, è stato fatto anche il punto sulla situazione del Gnl e sugli scenari futuri.

Si tratta di una fonte pulita delle enormi potenzialità di sviluppo, che può essere impiegata come carburante per rifornire navi, mezzi pesanti e trasporto pubblico” sono ancora parole del vice-Presidente di Assogasliquidi-Federchimica “Anche il Gnl, grazie alle sue proprietà, darebbe un grande aiuto al Paese, sia nella riduzione dell’inquinamento, sia nel consentire una maggiore diversificazione dell’approvvigionamento energetico“.

Oggi in Italia ci sono 25 impianti di distribuzione di Gnl per autotrazione, triplicati negli ultimi tre anni, 10 depositi di Gnl a servizio di impianti di distribuzione Gnc (Gas naturale compresso), 19 quelli a servizio di utenze off-grid e 2 depositi di GNL a servizi di due reti canalizzate isolate.

Il 2017 ha poi confermato la crescita della domanda di Gnl, attestatasi a circa 30.000 tonnellate, con un aumento del 50% rispetto ai consumi del 2016.

Ma per poter usufruire appieno dei vantaggi del Gnl è necessario dotarsi delle infrastrutture adeguate ad accogliere questa fonte. Attualmente i 3 rigassificatori nazionali” ha spiegato Arzà “non sono in grado di fornire servizi di tipo Small Scale LNG, fattore che limita lo sviluppo dell’infrastruttura e della catena logistica. Le imprese hanno pianificato investimenti di assoluta rilevanza per garantire che anche l’Italia, come già fatto in altri Paesi europei, possa avere specifiche infrastrutture di stoccaggio e di approvvigionamento del Gnl, ma è necessario che il quadro regolamentare sia chiaro e certo“.

Negli ultimi tempi sono stati fatti dei passi in avanti, come per esempio la Guida tecnica prevenzione incendi, realizzata dai Vigili del Fuoco, con la collaborazione di Assogasliquidi e Università di Pisa, che ha lo scopo di supportare il personale dei Vigili del Fuoco impegnato nella valutazione dei progetti ai fini della prevenzione degli incendi. La guida sarà fondamentale per lo sviluppo armonico e coerente degli impianti small scale su tutto il territorio nazionale“.

Dal canto loro, gli addetti ai lavori chiedono una normativa sia nazionale sia europea che tuteli gli investimenti delle imprese e, per lo sviluppo del Gnl quale carburante a basso impatto ambientale marittimo e per i servizi ausiliari della nave, specifiche linee guida nazionali per il bunkeraggio, dopo l’emanazione delle linee guida Emsa indirizzate ad autorità portuali e amministrazioni.

Traninsport&Enviroment in questo caso conferma: “Nel caso delle navi, il Gnl presenta un netto vantaggio rispetto all’olio combustibile pesante, anche se è possibile ottenere risultati equivalenti utilizzando sistemi di post-trattamento dei NOx e la desolforazione dei carburanti navali attualmente in uso“.

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