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Piano Aria Regione Lombardia: Cittadini per l’Aria impugna fa ricorso al Tar

città: Milano - pubblicato il:
piano aria regione lombardia - cittadini per l'aria

L’associazione Cittadini per l’Aria ha deciso di impugnare al Tar il Piano Aria Regione Lombardia perché “Il PRIA approvato dalla giunta Fontana giunge in ritardo di molti mesi senza proporre misure adeguate. Con questo piano la Lombardia rimarrà una delle regioni più inquinate d’Europa per anni. Servono provvedimenti più forti per tutelare la salute dei cittadini“.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa sul piano aria regione Lombardia dell’associazione.

Cittadini per l’Aria impugna al TAR della Lombardia il Piano Aria Regione Lombardia

Cittadini per l’Aria Onlus ha proposto al TAR della Lombardia un ricorso contro la Regione Lombardia con richiesta di provvedimenti cautelari che le impongano di integrare al più presto con nuove e più incisive misure la pianificazione sull’aria e, in particolare, il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA) di recente approvazione.

L’associazione, di fronte a decenni di misure insufficienti e alla conseguente emergenza sanitaria causata dallo smog, chiede al tribunale amministrativo di imporre alla Regione l’adozione di misure che facciano scendere i livelli degli inquinanti entro i limiti di legge nel più breve tempo possibile, come previsto dalla Direttiva europea in materia (Direttiva 2008/50/CE).

Il PRIA è stato approvato dalla Regione in agosto ma, secondo la Onlus, è molto lontano dall’avere un livello di ambizione sufficiente ad affrontare i livelli di inquinamento in Lombardia con i dovuti mezzi e la necessaria determinazione. Il precedente PRIA, che risaliva al 2013, era stato aggiornato dalla Regione proprio in seguito a un’azione legale avviata da Cittadini per l’Aria due anni fa.

Si smetta di presentare l’inquinamento come se le misure per ridurlo rappresentassero una perdita economica” dichiara Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria Onlus “In altri Paesi prima di noi, si pensi per esempio alla California, partendo da situazioni analoghe, si sono ridotti i livelli degli inquinanti in maniera decisiva mentre il prodotto interno lordo aumentava in maniera esponenziale. La Svizzera ha adottato quest’anno il limite per il PM2.5 stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (10µg/m³) e i nostri politici non riescono a raccogliere determinazione e forze che ci consentano almeno di rispettare subito il limite europeo, più che doppio (25 µg/m³). I cittadini e le imprese sono pronti ad accogliere e avviare un modello di sviluppo sostenibile che accrescerà certamente la qualità della vita, ma serve l’impegno della politica“.

L’azione legale di Cittadini per l’Aria è sostenuta dall’organizzazione europea ClientEarth, che già aveva collaborato con l’associazione per il ricorso del 2017.

Questa azione” dichiara Ugo Taddei, avvocato di ClientEarth e responsabile del progetto Clean Air “si inserisce in un quadro europeo più ampio di lotta all’inquinamento atmosferico con vittorie ottenute nei tribunali di molti altri paesi, tra cui Germania, Regno Unito, Francia e Polonia. Lo smog è un problema continentale, ma il caso della Lombardia è inaccettabile: di fronte a livelli di inquinamento tra i più alti in Europa, la Regione sta agendo in ritardo, in maniera inadeguata e senza coinvolgere i cittadini che soffrono gli impatti sulla loro pelle“.

L’inquinamento dell’aria in Lombardia

La Lombardia rimane una delle regioni più inquinate d’Europa [EEA Air quality in Europe – 2018 report – pag. 59]. I livelli di particolato (PM10 e PM2.5) e di biossido di azoto (NO₂) sono al di sopra dei limiti di legge [EEA Air quality in Europe – 2018 report – pagg. 28 e 46]. Non solo.

I dati 2017 rivelano che le concentrazioni di PM10 e PM2.5 sono nettamente cresciute su tutto il territorio regionale in confronto all’anno precedente. Il numero dei giorni di sforamento per il PM10, per esempio, è aumentato a Milano di 24 giorni (da 73 a 97), a Bergamo di 20 giorni (da 61 a 81) e a Brescia di 18 giorni (da 82 a 100).

Inoltre, l’Italia è tra tutti gli stati UE quello con il numero più alto di morti premature dovute al biossido d’azoto e il secondo per quanto riguarda gli impatti del particolato fine [EEA Air quality in Europe – 2018 report – pag.64].

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