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Post-Water, un percorso narrativo e semantico sul tema dell’acqua

città: Torino - pubblicato il:
mostra post-water

Post-Water è una riflessione sull’acqua, tema di grande urgenza collettiva che, attraverso un approccio semantico, tra rimandi al passato, a scenari attuali e a visioni future, vuole indurre nei visitatori una riflessione sul concetto di narcisismo della società contemporanea.

La mostra Post-Water, a cura di Andrea Lerda, che si inserisce all’interno di un momento storico in cui l’impatto antropico sta portando alla luce gli effetti della carenza del senso di responsabilità e di sostenibilità della società globale, resterà aperta fino al 17 marzo 2019 presso il Museo Nazionale della Montagna di Torino.

Un percorso narrativo e semantico sul tema dell’acqua articolato attraverso video, fotografia, pittura, disegno e scultura. Il progetto include i lavori di circa venti artisti internazionali, assieme a un nucleo di fotografie e di documenti storici che appartengono all’Area Documentazione del Museomontagna.

In mostra anche alcune importanti opere provenienti dal Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, dal Vejle Kunstmuseum e dalla Collezione La Gaia di Busca.

Post-Water, un percorso di responsabilizzazione della società

La mostra Post-Water si inserisce all’interno del dibattito globale sul più essenziale elemento naturale, che genera e garantisce il mantenimento della vita e rappresenta solamente uno dei beni che soffrono la crisi acuta del senso di responsabilità del nostro tempo.

Fusione dei ghiacciai, inquinamento dei mari e degli oceani, desertificazione dei laghi e dei fiumi. Sono le immagini più inquietanti che l’era dell’Antropocene è stata in grado di produrre, alterando gli equilibri naturali a ogni livello.

Secondo Jeff Peakall, docente di Process Sedimentology presso l’Università di Leeds, la Terra è molto più resiliente di quanto immaginiamo. È molto probabile che l’uomo si estinguerà, mentre il nostro pianeta procederà nel suo percorso naturale di vita. Il punto allora potrebbe non essere legato a quanto l’impatto antropico sia devastante sul lungo periodo.

Piuttosto, quanto la gestione del nostro pianeta e di una risorsa fondamentale come l’acqua avvenga secondo modalità non sostenibili, e dunque dannose, nel breve termine.

Il percorso narrativo di Post-Water parte da un riferimento al mito di Narciso e chiama in causa il visitatore come protagonista nel processo autolusinghiero di attivazione delle opere fin dal primo momento.

Mai come oggi il rimando a questa figura mitologica risulta più adeguato per descrivere l’atteggiamento patologicamente e il pericolo costante di de-realizzazione dell’uomo contemporaneo. Mai come oggi siamo tutti chiamati a interrogare il nostro senso di responsabilità e la nostra capacità di curare lo sguardo, nessuno escluso.

Post-Water include importanti contributi scientifici di Elisa Palazzi, ricercatrice presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC – CNR) di Torino.

Il catalogo raccoglie invece interessanti contributi di Luca Mercalli (Presidente della Società Meteorologica Italiana), della stessa Elisa Palazzi, oltre a un bellissimo saggio di Matteo Meschiari (Antropologo, scrittore e docente di Geografia e Antropologia della Comunicazione all’Università di Palermo) e ai testi del curatore della mostra Andrea Lerda.

In mostra opere di: Andreco, Georges-Louis Arlaud, Marcos Avila Forero, Olivo Barbieri, Gayle Chong Kwan, Caretto/Spagna, Jota Castro, Sebastián Díaz Morales, Federica Di Carlo, Mario Fantin, Bepi Ghiotti, William Henry Jackson, Adam Jeppesen, Francesco Jodice, Jeppe Hein, Frank Hurley, Peter Matthews, Ana Mendieta, Studio Negri, Giuseppe Penone, Pennacchio Argentato, Paola Pivi, Laura Pugno, Gaston Tissandier.

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