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End of Waste: usare bene ma recuperare meglio

città: Milano - pubblicato il:
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End of Waste, utilizzare meglio le materie prime e prevedere un loro utilizzo anche a fine vita: lo richiede l’economia circolare ma è necessario anche per l’ambiente.

Eco design, analisi del ciclo di vita di prodotti e servizi, misurazione dell’impronta ambientale dei prodotti, gestione sostenibile della supply chain e miglioramento dei processi produttivi e dei rapporti di filiera. Accanto alla classica certificazione ambientale le imprese si stanno muovendo per entrare a pieno diritto nella nuova economia circolare.

Per utilizzare, insomma, meno e meglio le materie prime e generare sempre meno rifiuti. Le imprese si dicono pronte a organizzarsi – domani in Camera di Commercio a Milano se ne discute con un parterre di pregio – ma, intanto, il Consiglio dei Ministri ha varato il cosiddetto Decreto Semplificazione che però non contiene le disposizioni più volte annunciate dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per risolvere il problema del blocco delle autorizzazioni degli impianti di riciclo le quali autorizzano, appunto, a trasformare i rifiuti in risorse (cosiddette autorizzazioni End of Waste).

In questo modo il decreto smentisce platealmente quanto più volte dichiarato dal ministro Costa in merito al blocco delle autorizzazioni, non permettendo, nella pratica, a chi vuole trasformare i rifiuti in materia prima secondaria di farlo” denuncia l’eurodeputata del Pd, Simona Bonafè, relatrice delle direttive europee sull’economia circolare “Il nostro Paese ha necessità di dotarsi quanto prima di queste norme, soprattutto considerando la mala gestione in materia di rifiuti che riguarda alcune zone del nostro Paese e che vede la Capitale in una situazione di perenne emergenza“.

La vicenda è lunga: una sentenza del Consiglio di Stato di febbraio scorso impedisce di fatto il rinnovo delle autorizzazioni esistenti degli impianti di riciclo o il rilascio di nuove, in mancanza di norme nazionali o europee che stabiliscano i criteri tecnici per la trasformazione dei rifiuti in materia o prodotto secondario, ossia i criteri End of Waste, necessari per il riciclo.

Andrea Fluttero, presidente Fise UniCircular (Unione Imprese dell’Economia Circolare), che della battaglia per l’End of Waste ha fatto la propria bandiera, ormai da mesi esprime la necessità di creare una morma ponte: “a oggi i criteri nazionali ed europei End of Waste coprono solo alcune, limitate, categorie di rifiuti quindi se non si pone rimedio a questa lacuna normativa con una norma ponte che consenta alle regioni di fissarli in via provvisoria con le autorizzazioni si rischia, considerata l’emergenza impiantistica in cui ci troviamo – aggravata dai roghi sempre più frequenti – di compromettere irreparabilmente non solo il settore del riciclo, ma l’intero ciclo della gestione dei rifiuti, con gravi danni per tutta la collettività“.

Anche dalla Regione Lombardia arriva una richiesta di intervento urgente sul tema: ce ne parla l’Assessore Raffaele Cattaneo in questa video-intervista.

Cosa si intende per End of Waste?

Con il termine End of Waste si intende il processo di recupero eseguito sui rifiuti che porti, al suo compimento, a ottenere un prodotto, perdendo al tempo stesso la qualifica di rifiuto.

In parole semplici con questa definizione ci si riferisce al processo, non al risultato ottenuto, che porta al riciclo di prodotti scartati e conferiti nella raccolta rifiuti generando nuove materie prime seconde da riutilizzare nei cicli produttivi delle aziende.

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