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Connected Conservation: può la tecnologia contribuire a salvare il Pianeta?

città: Milano - pubblicato il:
connected conservation - dimension data

È possibile usare la tecnologia – in questo caso la connected conservation – per salvare gli animali in via di estinzione da una fine quasi certa?

La risposta è affermativa ma serve impegno… come quello dimostrato, in occasione del World Wildlife Conservation Day a inizio dicembre, da Dimension Data che rilancia il proprio progetto ambientalista.

Le specie in pericolo a causa dell’avidità dell’uomo sono tante: i rinoceronti per il loro corno; gli elefanti per le loro zanne; i pangolini per la loro carne e le squame.

La lista delle specie a rischio braccate per il mercato nero è lunga mentre ci avviciniamo sempre di più a una crisi per la fauna selvatica in via di estinzione in tutto il mondo.

La confusione e la mancanza di una posizione comune globale nei confronti delle specie mondiali più minacciate si sono palesate con gli ultimi avvenimenti in Cina che continuerebbero a incoraggiare i il bracconaggio illegale e il commercio nel mercato nero.

Connected conservation: un aiuto agli animali dalla tecnologia

Nel mio paese d’origine del Sudafrica, muoiono più di 1.000 rinoceronti ogni anno, una perdita media di tre rinoceronti al giorno. A questo ritmo, i rinoceronti si estingueranno entro il 2025” ha commentato Doc Watson, Group Executive di Dimension Data “Oltre ai rinoceronti, vengono macellati circa 27.000 elefanti e 100.000 pangolini all’anno e, secondo la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate in via di estinzione (CITES), il commercio dell’avorio ha raggiunto il suo massimo storico. Ecco perché adesso è il momento per agire e salvare così le specie in via di estinzione“.

Quest’anno si è assistito a un importante progresso nel contrastare il bracconaggio. A ottobre, tutti gli occhi erano puntati su Londra dove si è svolto l’Illegal Wildlife Trade Conference 2018, nel quale leader politici, capi di stato, ministri ed esperti di oltre 80 paesi si sono impegnati nel porre fine al crimine della fauna selvatica e alle sue cause.

Durante la conferenza sono state presentate una serie di iniziative, tra cui la Ivory Alliance 2024: una nuova coalizione di leader politici, ambientalisti e celebrità il cui obiettivo è riunire altri 30 paesi impegnati a vietare le vendite di avorio nei prossimi sei anni.

È stata inoltre lanciata una Task Force finanziaria costituita da oltre 30 banche e istituzioni finanziarie globali, con l’obiettivo di interrompere i flussi di denaro internazionali legati al commercio illegale di specie selvatiche.

Inoltre, il progresso a opera della scienza e della tecnologia ha contribuito a cambiare le modalità di protezione degli animali. A seguito della morte di Sudan, l’ultimo rinoceronte bianco settentrionale, nel marzo 2018, un team di scienziati ha studiato l’uso della tecnologia IVF e delle cellule staminali per salvare le sottospecie dall’estinzione. I ricercatori stanno anche esaminando come il DNA e il monitoraggio genetico possano essere utilizzati per identificare e perseguire i bracconieri.

In partnership con Cisco, Dimension Data ha lanciato un progetto di connected conservation: sono state utilizzate alcune delle più sofisticate tecnologie, incluse l’imaging termico, la scansione biometrica e potenti data analytics all’interno di una riserva naturale privata situata nelle vicinanze del noto Parco Nazionale del Kruger in Sud Africa.

Il progetto di connected conservation ha ottenuto un successo clamoroso: a partire dal novembre del 2015, quando è stata utilizzata la tecnologia, il numero di incidenti di bracconaggio nei confronti dei rinoceronti è sceso del 96%. Nel 2017, nessun rinoceronte della riserva è stato braccato.

Nonostante l’esistenza di numerose iniziative, principalmente reattive, il numero di questi animali uccisi aumentava a un ritmo allarmante. Sapevamo che per raggiungere risultati concreti, dovevamo agire in maniera differente e adottare un approccio proattivo per tracciare e monitorare le persone che entrano nella riserva – soprattutto senza intervenire sugli animali” ha aggiunto WatsonCon questo progetto, abbiamo innescato un vero cambiamento nella conservazione delle specie, dimostrando anche come sia possibile proteggere non solo il rinoceronte ma anche altre specie animali, in diverse aree geografiche del mondo“.

Connected conservation per sradicare un business multi-miliardario

Il business legato al commercio illegale di animali selvatici è stimato come uno dei più grandi mercati di contrabbando del mondo e sta diventando sempre più metodico, organizzato e tecnologicamente evoluto.

Se il rinoceronte dovesse estinguersi, l’Africa perderà una delle specie più affascinanti e iconografici dei mitici safari africani, insieme a leoni, elefanti, bufali e leopardi e un conseguente impatto sull’intero ecosistema. Il danno ambientale avrà anche un effetto a catena, i cui effetti si percuoteranno sui settori come il turismo, da cui dipendono intere comunità, e l’occupazione.

Per fermare il commercio illegale di prodotti derivati dalle specie selvatiche, dobbiamo persistere tanto quanto i criminali che miriamo a fermare. Non solo ricorrendo alla tecnologia ma perseguendo uno sforzo globale coordinato” ha concluso Doc WatsonCiò significa adottare politiche audaci in grado di incoraggiare nuovi comportamenti; rafforzare le forze dell’ordine per rompere la catena di approvvigionamento; seguire il flusso di denaro per interrompere i profitti e utilizzare gli ultimi sviluppi tecnologici per proteggere proattivamente le specie in pericolo dagli esseri umani. Questo perché crediamo fortemente che ogni vita valga la pena di essere protetta“.

Ed è per questo che progetti tecnologici come quello della connected conservation possono dare una mano alla lotta al bracconaggio.

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