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Che cos’è l’Asmr e come si sviluppa osservando la Natura

città: Milano - pubblicato il:
asmr

Abbiamo bisogno di rispetto e di rispettarci: se lo facciamo nei confronti della Natura, il riflesso è automatico. Rispettando la Natura rispettiamo noi stessi. Prendendoci cura dell’ambiente, prendiamo cura di noi stessi. Sta forse qui la risposta di un fenomeno che sta facendo molto parlare: l’Asmr.

La locuzione Asmr sta per autonomous sensory meridian response, che possiamo tradurre in risposta autonoma del meridiano sensoriale.

Guardate il video sottostante e provate a capire se vi stimola una sensazione di formicolio in varie parti del corpo, magari accompagnata da uno stato di rilassamento mentale.

Se è successo, avete sperimentato cos’è l’Asmr. L’azione di formicolio è spesso suscitata da diversi stimoli, cerebrali (pensieri o idee), visivi, uditivi o tattili, percepiti da un soggetto in maniera sia attiva che passiva.

Ecco perché fa bene stare a contatto con la Natura. È questo l’assunto della biofilia, ovvero l’attrazione naturale dell’uomo per la Natura. Abbiamo bisogno di vivere circondati dal verde e il fenomeno Asmr e le teorie legate alla biofilia lo dimostrano.

Cos’è l’Asmr

L’acronimo viene utilizzato per indicare una piacevole sensazione, in chi lo sperimenta, di formicolio al cuoio capelluto, lungo la schiena o sulle spalle, a volte accompagnato da torpore e rilassamento mentale.

La sensazione descritta dall’Asmr è causata principalmente da stimoli visivi, uditivi o tattili, percepiti in maniera passiva.

Da un punto di vista scientifico la sua esistenza non è ancora stata provata e, anzi, il livello di scetticismo sulla veridicità del fenomeno – anche chiamato orgasmo mentale – è molto elevato nella comunità scientifica. In realtà, chi ha asserito di aver sperimentato la sensazione, ha descritto il fenomeno con uno stato fisico in cui le membra erano intorpidite e completamente rilassate.

Wikipedia descrive il fenomeno nel modo seguente: “[…] secondo un articolo pubblicato sul sito Know Your Meme, il termine Asmr fu usato la prima volta il 25 febbraio 2010 nel gruppo Facebook Autonomous Sensory Meridian Response Group dopo essere stato inventato dalla fondatrice Jennifer Allen (conosciuta come Envelope Nomia su Facebook) rispondendo ai messaggi di molte persone sul forum SteadyHealth, che discutevano di una sensazione molto comune inspiegata. Allen spiegò che autonoma si riferisce alla idiosincrasia che colpisce le persone che sperimentano l’Asmr, dal momento che il tipo di reazione varia da individuo a individuo. Il termine meridiano fu preso come eufemismo per orgasmo […]”.

E, a riguardo dello scetticismo della comunità scientifica sul fenomeno, la stessa enciclopedia online riporta che “Steven Novella, Direttore di Neurologia Generale alla Scuola di Medicina dell’Università di Yale e attivo sostenitore dei dibattiti sullo scetticismo metodologico, scrisse sul suo blog sulle neuroscienze a proposito della mancata indagine scientifica sull’Asmr, affermando che le tecnologie per la risonanza magnetica funzionale e la stimolazione magnetica transcranica dovrebbero essere utilizzate per studiare il cervello delle persone che sperimentano l’Asmr, in relazione a quelle che non lo sperimentano. Novella propone il concetto di neurodiversità e ricorda come la complessità del cervello umano sia un fattore rilevante nello sviluppo dei comportamenti lungo la scala evolutiva temporale. Suggerisce anche la possibilità che l’Asmr sia un tipo di piacevole perdita del controllo o un altro modo per ottenere una risposta sensoriale al piacere“.

Inoltre anche Tom Stafford, professore specializzato in psicologia e scienze cognitive dell’Università di Sheffield, rilasciò al quotidiano inglese The Independent la seguente dichiarazione: “è molto probabile che sia reale, ma attualmente è molto difficile la ricerca. L’esperienza interiore è al centro di una moltitudine di ricerche psicologiche, ma quando ti trovi di fronte a qualcosa del genere che non puoi né vedere né sentire e che non capita a tutti, si finisce in una zona d’ombra. È come la sinestesia – per anni fu solo un mito, ma poi negli anni novanta si trovò un metodo adeguato per misurarla“.

Inutile dire che il fenomeno Asmr si è subito diffuso in rete: se cercate su Youtube la keyword troverete centinaia di video e di podcast a riguardo dell’argomento.

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