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Buoni propositi 2019, ecco le regole per mantenerli

città: Milano - pubblicato il:
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Come ogni anno, allo scoccare della mezzanotte, dopo gli auguri e i baci di rito arriva il momento dei buoni propositi per l’anno successivo – che quest’anno dovranno necessariamente contemplare anche le buone azioni per inquinare e sprecare meno.

La cosa complicata, tuttavia, non è tanto formulare i nostri buoni propositi a Capodanno, quanto riuscire a mantenerli fino al dicembre successivo, senza perdersi per strada già a febbraio.

Come fare, quindi, a mantenere i buoni propositi 2019 fino alla fine? Ce lo spiega André Spicer, docente di management alla CASS Business School di Londra.

Buoni propositi 2019: ecco come mantenerli

Spicer ha passato un anno in immersione nell’universo dello sviluppo personale, un fiorente movimento che si pone come obiettivo di superare i propri limiti respingendo le debolezze dei nostri corpi e delle nostre menti. Fissarsi un obiettivo, mantenerlo, arrivare al traguardo…

A Capodanno, milioni di persone giurano a sé stessi di cambiare il proprio stile di vita, che si tratti di smettere di fumare o di perdere peso. Quando poi, inevitabilmente, rompiamo la promessa, sperimentiamo un senso di sollievo o persino di godimento. Dopodiché, un senso di colpa ci assale” afferma Spicer.

È per questo motivo che i buoni propositi di Capodanno possono creare un circolo vizioso potenzialmente autodistruttivo.

Cominciamo a definire chi siamo attraverso lo stile di vita che abbiamo scelto di adottare. L’impegno che mettiamo nel migliorare il nostro stile di vita è un tragico tentativo di migliorare noi stessi. Che può lasciarci più infelici e meno sani di prima” continua Spicer.

Tuttavia, ci sono metodi che possono aiutarci a mantenere i nostri buoni propositi di Capodanno. Le parole-chiave sono specificità, sostegno, abitudine, umorismo e riposo (specificity, support, routine, humour e resting).

5 regole base per mantenere i buoni propositi 2019

Spicer ha stilato una serie di 5 trucchi – meglio chiamarli però consigli – per rimanere in carreggiata tutto l’anno, che si tratti di darci un taglio con il cioccolato, di cominciare a correre o di padroneggiare una nuova abilità.

Specificità

Decenni di ricerche ci hanno insegnato che l’aver fissato dei traguardi specifici che ci facciano sforzare un tantino ma non troppo, ci portano a dare una migliore performance. Questo accade perché tendiamo a essere più ostinati quando si tratta di traguardi specifici. Siamo anche più inventivi, immaginando strade alternative per raggiungerli, quando troviamo ostacoli sulla nostra strada“.

Sostegno

Fare affidamento solo sulla propria forza di volontà può condurci al fallimento. Rendiamo di più quando abbiamo preso un impegno nei confronti di qualcun altro. Quindi trovatevi un amico o qualcuno a cui dovrete conto delle vostre azioni“.

Abitudine

La ricerca sugli individui più determinati dimostra che fanno pratica per un certo numero di ore ogni giorno. I grandi scrittori seguono spesso una routine in cui scrivono per qualche ora al giorno. Dunque, tenetevi da parte un po’ di tempo per perseguire il vostro obiettivo ogni giorno e trasformatelo in abitudine“.

Umorismo

Spesso ci scontriamo con i nostri limiti e i nostri fallimenti. Si deve imparare a saper ridere dei propri errori, ma poi anche a fare un passo indietro, guardarli in faccia e imparare da essi“.

Riposo

Per raggiungere un obiettivo, avete bisogno di tempo. Sappiamo che gente che lavora per troppe ore non è così produttiva quanto chi lavora per otto ore al giorno. Quindi, fermarsi a riposare di tanto in tanto è altrettanto importante che adottare una nuova buona abitudine“.

Chi è André Spicer, autore dei consigli per mantenere i buoni propositi

André Spicer è docente alla CASS Business School (City University of London). È co-autore o co-editore di cinque libri.

I suoi scritti sono stati pubblicati o sono apparsi nel Guardian, nel Financial Times, nel Times, nell’Independent e alla CNN. I suoi libri più recenti sono Desperately Seeking Self-Improvement: A Year Inside the Optimisation Movement (OR Books), scritto assieme al professor Carl Cederström e Business Bullsh*t (Routledge).

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