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Riso asiatico: arrivano i dazi dell’Unione Europea

città: Roma - pubblicato il:
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Dopo che lo scorso 6 novembre la Commissione Europea aveva dato ragione al ricorso degli agricoltori italiani, che chiedevano di pronunciarsi sul danno economico causato dalle importazioni di riso asiatico a dazio zero, arriva la decisione sulla loro introduzione.

La decisione di introdurre dazi all’importazione di riso asiatico arriva al termine dell’indagine, iniziata nel marzo 2018 dall’esecutivo europeo : plaude alla decisione la Coldiretti, di cui riportiamo il comunicato stampa.

Dazi, arriva finalmente scure Ue sul riso asiatico

Finalmente l’Unione Europea cambia rotta e fa scattare dalla prossima settimana i dazi nei confronti delle importazioni di riso asiatico, proveniente dalla Cambogia e dalla Birmania (ex Myamar).

Lo rende noto la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per l’avvio da parte della Commissione Ue della procedura di approvazione che, salvo colpi di scena, si concluderà mercoledì 16 gennaio 2019 a seguito dell’adozione del regolamento con procedura scritta per l’entrata in vigore il giorno successivo la pubblicazione.

Viene in particolare previsto – spiega la Coldiretti – un periodo di reintroduzione dei dazi solo sul riso indica lavorato per un periodo non superiore a tre anni, con un valore scalare dell’importo stesso da 175 euro a tonnellata nel 2019, 150 euro a tonnellata nel 2020 e 125 euro a tonnellata nel 2021; una proroga è possibile ove sia giustificata da particolari circostanze.

Si tratta del risultato della mobilitazione della Coldiretti nelle piazze italiane e nelle sedi istituzionali che ha portato Bruxelles a riconoscere il danno economico dovuto ai volumi di importazioni di riso che giustificano l’attivazione della clausola di salvaguardia e lo stop alle agevolazioni a dazio zero” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “ora occorre lavorare per estendere anche al riso non lavorato“.

Il riso Indica prodotto in Cambogia e Myanmar – precisa la Coldiretti – arriva infatti sul mercato della Ue in volumi e livelli di prezzo tali da determinare serie difficoltà agli operatori europei del settore e pertanto è stato giustamente chiesto il ripristino dei dazi nel triennio 2019-2022.

Oltre a fare concorrenza sleale ai produttori italiani sulla Birmania (Ex Myamar) pesa – ricorda la Coldiretti – l’accusa di violazione dei diritti umani e addirittura di genocidio intenzionale peri i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya.

La crisi è drammatica in Italia e mette a rischio il primato nazionale in Europa dove il nostro Paese – rileva la Coldiretti – è il primo produttore di riso con 1,40 milioni di tonnellate su un territorio coltivato da circa 4mila aziende di 219.300 ettari, che copre circa il 50 % dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica. In Lombardia in particolare, con quasi 100mila ettari coltivati e oltre 1.800 produttori, si concentra oltre il 40% del riso italiano.

Si conclude così una vicenda durata troppo tempo e avviata formalmente il 16 febbraio 2018, quando l’Italia aveva presentato, su sollecitazione della Coldiretti, a Bruxelles richiesta per il ripristino dei dazi sul riso asiatico invocando la clausola di salvaguardia prevista dalle norme europee nel caso i regimi commerciali preferenziali Ue per i paesi poveri creino difficoltà ai produttori europei.

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