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Clypea spinge sull’idrogeno. Ecco perché

città: Livorno - pubblicato il:
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La creazione di nuove soluzioni tecnologiche e nuove partnership è elemento distintivo di Clypea, network che potrebbe (dovrebbe?) essere preso a modello, perché incarna collaborazione tra pubblico e privato in ottica di ricerca, efficienza energetica, sostenibilità e sicurezza.

Lo scorso dicembre, presso l’Accademia Navale di Livorno i partner Clypea hanno fatto una full immersion sul tema dell’idrogeno durante l’evento Il contributo dell’idrogeno per l’energia di domani. Gli studi sono ormai avanzati e le soluzioni basate su questo vettore non mancano.

L’idrogeno sta per essere dunque sdoganato anche in Italia in tempi di economia circolare? In effetti, la tecnologia ha maturato un processo green (si produce idrogeno con le rinnovabili), utilizza acqua salina (in osmosi inversa) senza quindi ricorrere all’acqua buona, quella potabile; possono essere recuperati siti dimessi, sotterranei o anche offshore.

Il contributo, quindi, potrebbe essere decisivo, anche se non totale, in tema di decarbonizzazione e impatto sulla riduzione della CO2. La consapevolezza è che ora la politica deve iniziare a crederci, anzi deve tornare a crederci. Intanto, nei laboratori le soluzioni si stanno trovando.

E molti di questi laboratori appartengono al network Clypea, realtà che prende origine dal Ministero dello Sviluppo Economico e dove si incontrano Università, centri di ricerca e Corpi dello Stato: obiettivo la ricerca sulla sostenibilità e la sicurezza delle attività offshore. Oltre alla sostenibilità dei rifornimenti energetici.

Il network Clypea, alcune informazioni

Nato nel 2014, su impulso della Direzione Generale per la Sicurezza e promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, Clypea rappresenta un modello innovativo in Italia e in Europa.

Il network che oggi raggruppa 14 partner, che vanno dalle università al CNR alla Marina Militare, è aperto a nuove partnership. Perché proprio questo è uno degli elementi distintivi: agire in maniera multidisciplinare, con alla base una pluralità di competenze.

Clypea si pone così a a livello internazionale come espressione di best practice, in collaborazione con Paesi e organizzazioni straniere all’avanguardia nei temi della transizione energetica.

In tal senso il network offre a imprese e istituzioni soluzioni frutto della ricerca nel campo della prospezione dei fondali marini, dell’ottimizzazione delle piattaforme offshore esistenti e di fonti energetiche quali la geotermia. Fondamentale è anche la collaborazione con la Protezione Civile.

Green Planner ha incontrato Franco Terlizzese, direttore generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, ovvero colui che ha dato vita al network Clypea.

Proprio parlando di transizione energetica ed economia circolare, Clypea mette l’idrogeno al centro della ricerca sul riutilizzo delle infrastrutture presenti in mare: la capacità di essere stoccato in grandi quantità e l’elettrolisi da fonti rinnovabili lo pongono come elemento strategico per l’immagazzinamento del surplus energetico di fotovoltaico ed eolico.

In questi termini gli studi condotti riguardano non solo l’aspetto infrastrutturale ma anche la sicurezza dei processi e la capacità di conservazione dell’idrogeno, step fondamentali per l’implementazione di una filiera energetica ad hoc.

ha collaborato Sebastian Brocco

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