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Percezione ed effetti della cannabis terapeutica in Italia

città: Milano - pubblicato il:
cannabis terapeutica

La cannabis terapeutica, dal 2017, è considerata una delle possibili terapie a cui fare affidamento per determinati problemi medici. Gli italiani, in effetti, hanno iniziato a mostrare, negli ultimi anni, un forte interesse verso l’utilizzo della canapa medica, come conferma uno studio condotto da BEM Research ed Eusphera intitolato Cannabis terapeutica: percezione ed effetti in Italia.

In particolare, lo studio si è posto l’obiettivo di meglio comprendere tre argomenti principali:

  1. chi è il consumatore tipo della cannabis terapeutica in Italia
  2. quale percezione c’è nel nostro Paese in merito agli effetti psico-fisici del trattamento
  3. qual è l’impatto sull’economia italiana dell’uso della cannabis terapeutica

Cannabis terapeutica: i risultati dello studio

Da un sondaggio demoscopico condotto attraverso la piattaforma Google Consumer Survey su un panel di 1.000 soggetti residenti in Italia è emerso come ben il 66% dei residenti in Italia ritenga la cannabis utile per diverse patologie.

Per gli intervistati il beneficio maggiore offerto dalla canapa medica è la riduzione di ansia, stress e depressione (37% dei rispondenti)” sottolinea Oriano D’Addazio, amministratore di Sonnenrad, azienda che realizza prodotti a base di canapa sativa a marchio Eusphera “Rilevante è anche il numero di persone che considerano la cannabis utile nella cura delle malattie gravi (20%). In generale, gli italiani sembrano essere ben informati sugli effetti benefici della canapa medica riscontrati da numerosi studi scientifici“.

Nel complesso si può stimare pari al 15% la percentuale di utilizzatori in Italia di canapa medica, pari a circa 5 milioni di individui.

L’identikit di questi soggetti è il seguente:

  • in prevalenza donne (16,6%; 13,7% gli uomini)
  • età compresa tra i 25 e i 34 anni (22,9%)
  • residenti nel mezzogiorno (19,8%)
  • titolo di studio elevato (16,4%; 7,9% per quelli con basso livello di titolo di studio)
  • lavoratori autonomi (21,2%), e in secondo luogo medici (19,2%)
  • reddito netto mensile compreso tra i 500 e i 1.500 euro (20,9%)

L’impatto economico sull’economia italiana derivante dalla cannabis terapeutica è stimabile tra 5 e 10 miliardi di euro su base annua. A questo risultato si giunge stimando il controvalore delle ore di lavoro risparmiate, da chi è occupato nel mercato del lavoro, grazie all’uso della canapa medica, che ha verosimilmente evitato la richiesta di un periodo di malattia o in ogni caso migliorato la capacità produttiva.

Al riguardo, circa l’80% degli intervistati tra quelli che si stimano utilizzare la cannabis terapeutica come principale trattamento alternativo ai farmaci tradizionali ha indicato un miglioramento del benessere fisico/psichico nell’arco di una settimana compreso tra 1 e 5 ore.

Dopo un lungo dibattito il Parlamento Italiano nel dicembre 2017 ha regolamentato l’utilizzo della canapa per finalità terapeutiche” commenta Mariachiara Marsella, web marketing manager di BEM Research “La decisione di legiferare sull’uso della canapa medica nasce anche dal grande interesse che questo tema ha riscontrato negli ultimi anni in Italia. Tra i principali paesi europei l’Italia è infatti quello in cui si riscontra il maggiore interesse sul web verso la cannabis a uso terapeutico, interesse misurato attraverso l’analisi delle ricerche su Google. L’Italia è il Paese che ha visto crescere in modo più intenso l’interesse degli internauti, soprattutto a partire dal 2014, quando è iniziato il dibattito interno sulla possibilità di legalizzarne l’uso per finalità terapeutiche. Francia, Germania e Spagna hanno visto aumentare l’interesse verso la cannabis medica, ma con un’intensità di circa la metà rispetto a quella italiana“.

Effetti della canapa medica sul corpo umano

La Fondazione Veronesi riporta quelli che sono gli usi più comuni attualmente della cannabis terapeutica in Italia.

Sul mercato sono presenti 5 farmaci a base di cannabis – ognuno contenente una percentuale differente delle diverse molecole attive – utilizzati principalmente per il controllo di nausea, vomito, appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia.

Accanto a questo utilizzo, ben documentato dalla letteratura scientifica, si affiancano alcuni studi sui vantaggi dell’utilizzo della cannabis nel controllo del dolore cronico.

Oltre a queste indicazioni la marijuana a scopo terapeutico viene utilizzata – ma mancano ancora studi che ne provino l’efficacia – nella gestione del dolore in chi soffre di sclerosi multipla e sindrome di Tourette.

Ma quali sono gli effetti della cannabis terapeutica sul corpo umano? Sempre la Fondazione riporta che “gli effetti indotti dall’utilizzo della marijuana sono svariati e dipendono essenzialmente dalla percentuali delle diverse molecole presenti nel preparato e dalle modalità di somministrazione. L’effetto principale è analgesico e rilassante. Ciò avviene perché le principali sostanze contenute nella marijuana interagiscono con i recettori endocannabinoidi, particolari proteine responsabili della regolazione di dolore, appetito, umore e memoria. In condizioni fisiologiche, per regolare queste funzioni, il nostro organismo produce sostanze molto simili – gli endocannabinoidi – a quelle presenti nel vegetale“.

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