Home Green Jobs Dal Canada alla Sicilia per investire nella coltivazione della canapa

Dal Canada alla Sicilia per investire nella coltivazione della canapa

città: Ragusa - pubblicato il:
coltivazione industriale canapa

Coltivazione industriale della canapa: l’Italia comincia a destare l’interesse degli investitori stranieri… in particolare un importante accordo porta lavoro in Sicilia

L’attenzione degli imprenditori canadesi per il mercato della canapa italiana è sempre più alta. Dopo l’operazione che in novembre ha portato quote di EasyJoint nel fondo LGC Capital è la volta di un’altra iniziativa pagata in dollari canadesi.

Si tratta del nuovo stabilimento aperto a Ragusa per volere di Canopy Rivers che detiene oggi il 49,9% di Canapar Corp. che è presente anche in Italia. La cifra investita è di 25 milioni di dollari canadesi e lo stabilimento, che ora conta dieci dipendenti, ha una capacità produttiva di 600 tonnellate di biomassa annue.

Coltivazione industriale della canapa: i dettagli

Ma qui che tipo di canapa si lavorerà? Con quale obiettivo. Lo abbiamo chiesto a Sergio Martines, CEO Canapar Corp: “Il fine è quello di ottimizzare la coltivazione e i processi di estrazione relativamente alla produzione dei principi attivi utili al mercato cosmetico e farmaceutico.

Per far ciò, Canapar ha creato una solida rete di agricoltori nel Sud Italia per circa 1.000 ettari di terreno seminato. Inoltre, abbiamo stabilito una partnership con il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania per lo sviluppo della tecnica colturale e l’individuazione delle varietà di canapa industriale più adatte al clima mediterraneo“.

Da quanto tempo incubava l’apertura dello stabilimento e quali sono state le difficoltà incontrate?

L’idea di portare la coltivazione industriale della canapa e aprire un sito in Italia è nata alcuni anni fa, successivamente alla grande apertura del mercato in Canada. La difficoltà iniziali sono consistite principalmente nelle lente procedure burocratiche, cosa assolutamente assente in Nord America.

Perché avete scelto proprio Ragusa?

Preliminarmente si è deciso di investire in Sicilia, sia per la sua posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo che per la sua storia di regione principale produttrice di canapa industriale nel suo recente passato.

Ragusa è stata individuata successivamente, per l’alto potenziale del suo polo industriale, pur in un quadro generale di difficoltà industriale di cui siamo ben consapevoli, con aziende comunque preminenti anche a livello internazionale, una buona vivacità economica, costi competitivi, buon livello dei servizi amministrativi, anche pubblici, rispetto alle altre province siciliane, la presenza del porto commerciale di Pozzallo, che costituisce per noi un plus per la logistica, comunque molto diversificata.

Che collaborazione state innescando con i centri di ricerca?

Attualmente abbiamo forti collaborazioni con l’Università di Catania sia in campo agronomico che medico. Sono già in corso diverse ricerche per il miglioramento genetico e agronomico della canapa.

È in fase di sviluppo anche un importante studio oncologico per il trattamento di cinque patologie tumorali con tre varietà di canapa medica, sempre in collaborazione con l’Università di Catania e in partnership con la multinazionale canadese Canopy Growth. Altre importanti ricerche sono in fase di implementazione.

Che seme chiedete che sia coltivato e quale parte della pianta userete?

Le varietà di canapa da noi utilizzate, naturalmente, rientrano tra quelle iscritte nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE.

Naturalmente, si tratta di semi certificati di varietà con tenore di THC inferiore allo 0,2%, come previsto dall’ultima riforma della PAC 2014-2020. Abbiamo diverse varietà in coltivazione, sulla base delle diverse aree geografiche e utilizziamo esclusivamente il fiore della canapa.

Quanto è pagata la canapa al quintale da Canapar?

Da 5 a 10.000 euro a tonnellata, a seconda della qualità, grado di pulizia ed eventuale certificazione.

Chi assumerete e con quale specializzazione?

Assumiamo personale con diverse specializzazioni: esecutivi con esperienza di business, agronomi, farmacisti, chimici, operatori specializzati e amministrativi di diverso tipo. Essendo la nostra una realtà industriale e agricola dal respiro internazionale, la buona conoscenza della lingua inglese è data per scontata.

In ottica di economia circolare: cosa scarterà lo stabilimento? Quale filiera sarà coinvolta per il recupero di questi scarti?

Questa fase è in via di sviluppo, siamo interessati a materiali compositi, torba, mangimi e ad avere una zero carbon footprint dal processo di coltivazione industriale della canapa.

Condividi: