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Droni in azione contro l’erosione costiera

città: Roma - pubblicato il:
erosione costiera in Italia

A contrastare l’erosione costiera italiana scendono in campo, anzi prendono il volo, i droni. È quanto prevede di fare il progetto Stimare (Strategie Innovative per il Monitoraggio e l’Analisi del Rischio Erosione), coordinato dall’Università di Bologna, realizzato insieme al Politecnico di Bari e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Riccione, Cervia e Margherita di Savoia sono i tre siti sperimentali su cui si concentrerà l’attenzione dei ricercatori. L’obiettivo è mettere a punto strategie efficaci per contrastare l’erosione costiera che porta alla scomparsa delle spiagge.

L’attività dell’uomo lungo le coste – l’alterazione dei bacini fluviali e del paesaggio, l’estrazione di acqua e idrocarburi dal sottosuolo – finisce inevitabilmente per accelerare i processi di erosione costiera.

Allo stesso tempo, i cambiamenti climatici provocano mareggiate sempre più intense e distruttive, l’aumento del livello medio del mare e di conseguenza il progressivo arretramento delle coste.

Per contrastare questo fenomeno, nel corso dei prossimi due anni ingegneri costieri e meccanici, geologi, ecologi, geomatici e urbanisti saranno al lavoro allo scopo di realizzare strategie di protezione e gestione degli spazi costieri.

Un obiettivo ambizioso che i ricercatori contano di raggiungere con attività di monitoraggio innovative di alcuni siti pilota sul litorale adriatico e l’applicazione di modelli di previsione del rischio di erosione.

Il progetto è coordinato dalla professoressa Renata Archetti dell’Università di Bologna. L’ateneo bolognese partecipa al progetto Stimare con tre dipartimenti: Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei Materiali, Dipartimento di Ingegneria industriale e Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali.

Erosione costiera: ecco cos’è

Sul sito del Ministero dell’Ambiente si trova il documento L’erosione costiera in Italia; le variazioni della linea di costa dal 1960 al 2012 che dettaglia quali sino i rischi legati al fenomeno e quali siano le zone più sensibili nel nostro Paese.

La monografia – aggiornata a marzo 2017 – pubblica l’elaborazione nazionale dei dati sulle superfici e sui tratti di spiaggia in avanzamento e in arretramento della costa dell’Italia peninsulare, della Sicilia e della Sardegna dal 1960 al 1994 e al 2012.

Ecco come viene definito il fenomeno: “l’erosione costiera è il risultato diretto e indiretto di alterazioni del ciclo dei sedimenti, determinate da cause naturali ma soprattutto da cause antropiche: esse sono ormai note e quantificate.

Il ridotto apporto dei sedimenti al mare e l’irrigidimento dei litorali hanno determinato negli ultimi decenni importanti e preoccupanti cambiamenti delle morfologie di spiaggia emersa e sommersa e la conseguente instabilità degli arenili, a cui consegue un progressivo arretramento delle spiagge fino a minacciare la sicurezza di abitati e infrastrutture come evidenziato nel presente lavoro.

Gli effetti più eclatanti si osservano soprattutto dopo il manifestarsi di mareggiate, che sono di per sé fenomeni potenti, ma che dimostrano anche come sia aumentata la vulnerabilità del sistema sedimentario costiero. Infatti, su molti tratti ormai basta un singolo evento per provocare decine di metri di arretramento della linea di riva.

La causa di tali fenomeni è dovuta alla scomparsa delle difese naturali costiere in tutti i tratti che risultano, come visto in queste elaborazioni, a progressivo arretramento. Qui, il deficit sedimentario è giunto a livelli preoccupanti soprattutto dove sono state erose estese superfici di spiaggia sommersa, che è la prima difesa naturale e il principale sostegno degli arenili“.

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