Home Eco Lifestyle Anche le piante viaggiano. Leggere per credere

Anche le piante viaggiano. Leggere per credere

città: Milano - pubblicato il:
stefano mancuso - viaggio piante

Quando hai a che fare con le piante non puoi costruire muri: se loro vogliono germogliare, lo fanno. Anche a mille miglia di distanza. Gli bastano il vento, l’acqua e qualche animale amico, cui chiedono di trasportare il seme. E il gioco è fatto.

Magari questa storia la sanno tutti, ma solo Stefano Mancuso, grande botanico e direttore del Laboratorio internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) è riuscito a spiegarlo in un libro. Il suo titolo è L’incredibile viaggio delle piante (editori Laterza, 18 euro).

E qui ne scopriamo delle belle. A cominciare dalla tesi di Mancuso che afferma che non dovremmo più parlare di specie invasive.

Lui scrive: “a prescindere dalle specie coltivate, moltissime piante che oggi riteniamo parte della nostra flora nativa non lo sono affatto, essendo originarie di aree spesso molto lontane“. E continua “perché quindi insistiamo a definire invasive tutte quelle piante che con grande successo riescono a occupare territori nuovi?“.

Le piante, quindi, ci insegnano che il mondo è di chi lo sa vivere. Al meglio. E senza muri.

Ricco di storie e aneddoti, L’incredibile viaggio delle piante ci propone racconti di un genere che l’uomo sottovaluta: quello della flora. A partire dal fatto che l’uomo, scioccamente, considera le piante immobili.

Non è così: “le piante non sono affatto immobili” afferma nel libro MancusoSi muovono molto, ma con tempi più lunghi“.

Inoltre, la loro sopravvivenza è il risultato di un ingegno super raffinato: sanno a chi e in che modo affidare il seme per farlo germogliare. Mancuso le chiama cure parentali, perché le piante sanno occuparsi della propria progenie. Anche e soprattutto se vivono in terreni ostili.

È il caso di un piccolo cactus, il Mammillaria hernandezii, che sa insegnare ai propri semi come affrontare l’imprevidibilità del proprio habitat. Ma gli esempi nel libro sono tanti.

Storie di piante in giro per il mondo e che hanno fatto la storia, o quantomeno sanno dare segnali di ciò che è successo al mondo. È il caso dell’unico abete (Picea sitchensis) che vive nell’isola di Campbell (600 km dalla Nuova Zelanda) grazie al quale si deduce che l’antropocene – epoca geologica nella quale l’essere umano e la sua attività causa modifiche territoriali, strutturali e climatiche – è un’epoca geologica che si può far risalire al 1965.

Forza vitale infinita: è questa l’atmosfera che si respira nelle pagine di L’incredibile viaggio delle piante. Un libro che consigliamo di conservare sul comodino di chi ama le piante (chi scrive, proprio lì l’ha messo) per combattere il grigiore di tutti i giorni. A cominciare dalla degustazione degli acquarelli di Grisha Fischer che illustrano la bellissima edizione rilegata ad arte.

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