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Bergamo: RadiciGroup e Dow attente alla plastica

città: Bergamo - pubblicato il:
radicigroup - dow italia - inquinamento plastica

Le aziende bergamasche sembrerebbero tra le più attente al tema dell’inquinamento da plastica. Almeno così viene da pensare visto che proprio due realtà che hanno stabilimenti nella bergamasca hanno dichiarato che stanno facendo di tutto per limitare i danni creati dall’uso della plastica. Che ogni giorno scopriamo essere sempre più invasiva.

RadiciGroup è una di queste. Certo, l’azienda vive di lavorazioni derivate dalla plastica tant’è che si definisce produttore di poliammidi, fibre sintetiche e tecnopolimeri. Tanto per fare un esempio ha appena lanciato un filato (il Radigreen Mfl Pe), per la realizzazione di manti in erba sintetica.

Sarà anche per questo che RadiciGroup ha appena aderito volontariamente a Operation Clean Sweep, un programma internazionale promosso dalle associazioni di categoria di tutto il mondo per contrastare la dispersione di polveri e granuli plastici nell’ambiente, con attenzione alla movimentazione dei prodotti a partire dall’ingresso in fabbrica delle materie prime fino all’uscita dei semilavorati destinati ai clienti.

La dispersione della plastica” ha dichiarato Danilo Micheletti, COO di RadiciGroup High Performance Polymers “è un problema che il nostro settore sta affrontando con azioni di sensibilizzazione e iniziative, misurate e implementate nel tempo, che comportano impegni concreti da parte delle aziende coinvolte all’interno della catena del valore“.

Operation Clean Sweep (OCS) è un programma industriale che coinvolge tutta la filiera, inclusi i trasporti e la logistica.

RadiciGroup High Performance Polymers ha deciso di aderire volontariamente all’iniziativa nell’ambito della sua politica di sostenibilità di Gruppo.

Da anni, infatti, RadiciGroup ha fatto dello sviluppo sostenibile la sua strategia di business, misurando e rendicontando l’impatto dei suoi processi e dei suoi prodotti, in un’ottica di miglioramento continuo per tutte le aree di business.

Anche la filiale italiana di Dow, azienda chimica americana, con un sito produttivo a Mozzanica (BG) ha dichiarato che come membro fondatore di Alliance to End Plastic Waste (AEPW) sta avendo e avrà la massima attenzione al tema plastica.

Dow Italia sostiene l’impegno globale della società nell’ambito della sostenibilità ambientale” ha sottolineato a proposito Giuliano Tomassi Marinangeli, Presidente e Amministratore Delegato di Dow Italia e Area President Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia e Israele “Insieme ai nostri dipendenti, abbiamo risposto con entusiasmo all’appello della campagna #PullingOurWeight realizzata con Ocean Conservancy per tenere puliti i corsi d’acqua nel mondo“.

Così, lo scorso settembre un gruppo di volontari, dipendenti dello stabilimento di Mozzanica, ha contribuito a ripulire un tratto di argine del fiume Serio nei pressi del sito, raccogliendo in meno di un’ora 260 kg di rifiuti, ossia molto più dell’obiettivo che era stato prefissato.

Dow è anche membro della Global Plastic Action Partnership, promossa dal Forum economico mondiale con la finalità di implementare entro il 2020 soluzioni localizzate e su cui investire che possano essere successivamente adattate e attivate in altri paesi. E molto sta facendo in ambito imballaggi a favore della riciclabilità.

Da luglio 2018, grazie al programma Hefty EnergyBag, sono state raccolte più di 176.500 confezioni e sono state sottratte alle discariche oltre 115 tonnellate di materie plastiche, pari a circa 92 milioni di pacchetti monoporzione di patatine o 546 barili di carburante.

Intanto, 100.000 dollari sono stati stanziati a favore di organizzazioni per l’avvio di programmi da ideare e far ricadere sulle comunità. Magari anche quella di Bergamo.

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