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Veicoli elettrici: gli automobilisti italiani auspicano maggior chiarezza

città: Milano - pubblicato il:
veicoli elettrici

Quale sarà il futuro della mobilità in Italia? I veicoli elettrici potranno veder aumentare la quota del loro mercato in Italia nei prossimi anni? Cosa pensano i cittadini italiani della mobilità nuova, in particolare di quella elettrica?

Sono domande legittime che molti automobilisti e motociclisti italiani si fanno ogni giorno; per questo motivo la testata verticale Automoto.it ha chiesto ai suoi utenti cosa pensano dei veicoli elettrici.

Le risposte? Piuttosto dubbiose ancora, soprattutto per la maggioranza degli intervistati che dichiarano che, prima di abbandonare del tutto i motori endotermici, vorrebbero maggiori garanzie, prezzi più bassi e soprattutto più informazioni circostanziate.

I risultati del sondaggio sui veicoli elettrici in Italia

Molte amministrazioni comunali annunciano di voler bandire i veicoli diesel dai centri cittadini, le aziende investono in progetti che implementano i veicoli elettrici e persino FCA – che al momento non ha in catalogo nemmeno un veicolo ibrido elettrico – ha dichiarato che “le case automobilistiche hanno meno di un decennio per reinventarsi“, pensando già di rallentare o abbandonare la produzione dei diesel nel prossimo piano industriale.

Secondo le previsioni, entro il 2030 i veicoli elettrici (EV) e ibridi elettrici plug-in (PHEV) rappresenteranno oltre il 40 % delle vendite dei veicoli in Europa (fonte AlixPartners), ma alla semplice domanda “stai valutando l’acquisto di un veicolo 100% elettrico nel breve termine?” il 57,81 % degli utenti ha risposto di no, contro il 23,84% degli incerti e il 18,35% di coloro che invece sono già convinti di volere passare all’elettrico.

Tutti coloro che potrebbero considerare l’elettrico hanno una certezza: che il veicolo elettrico acquistato, andrebbe a sostituire per un buon 54,22% quello endotermico già in possesso e quindi non sarebbe una semplice alternativa.

Questo passaggio è fondamentale, perché sottolinea come oggi sia fondamentale fare chiarezza da parte di case produttrici e Istituzioni sulle regole che riguardano le singole motorizzazioni, altrimenti si rischia di bloccare il mercato gettando il panico fra gli utenti che ritarderanno continuamente la sostituzione della propria auto, in attesa di maggiori garanzie sui loro acquisti.

veicolo elettrici - sondaggio automoto.it
fonte sondaggio Automoto.it

Quali sono le motivazioni per passare alla mobilità elettrica?

Per il 41,12% l’impatto ambientale è una delle motivazioni che potrebbe spingere all’acquisto di un veicolo elettrico, unito alla previsione in un futuro di minori costi di gestione e manutenzione; il 61,29 % degli intervistati invece nutre ancora forti dubbi per i costi di acquisto, che ancora sono elevati (32,49%) e per la scarsa autonomia dei veicoli (28,80%), preoccupazione confermata dal fatto che il 42,81% dichiara che userebbe un veicolo elettrico solo per piccoli spostamenti in città o il 32,78% per uso lavorativo.

Al netto del fatto che ancora le moto elettriche sono un orizzonte molto lontano e che, a detta degli utenti, difficilmente potrebbero fare e meno del suono del motore sulle due ruote, sono sicuramente le automobili a rappresentare la fetta di mercato più consistente nel settore automotive elettrico, con un’ampia gamma di opzioni: dalle micro-hybrid, alle ricaricabili con spina PHEV Plug-in hybrid, fino alle mild e full hybrid HEV con motore elettrico che aiutano a ridurre emissioni e consumi e a entrare nelle ZTL.

Gli utenti dimostrano di conoscere abbastanza bene le differenze tra l’una e l’altra tecnologia, ma lamentano la mancanza di informazioni reali sull’intero ciclo di vita dei mezzi, soprattutto per quanto riguarda l’impatto ambientale, dalla produzione, all’uso fino allo smaltimento.

Mancano le informazioni relative ai veicoli elettrici

Circa il 65% degli intervistati, alla domanda “credi che l’elettrico sia veramente il futuro della mobilità?” risponde che non ne hanno la certezza, circostanziando e spiegando nella maggior parte dei casi le loro motivazioni.

Molti affermano che produrre un veicolo elettrico non abbia un minor impatto ambientale rispetto a un mezzo endotermico, alla luce delle attuali tecnologie impiegate per l’estrazione, la fabbricazione e lo smaltimento delle batterie.

Per produrre l’energia elettrica che servirà a ricaricare quelle stesse batterie, si utilizzano ancora, nella maggior parte dei casi, i combustibili fossili mentre le energie green e rinnovabili non possono garantire, a breve termine, l’approvvigionamento necessario. Altri lamentano la mancanza di infrastrutture capaci di sostituire le attuali pompe di benzina.

E allora ecco che diventa fondamentale fare maggiore chiarezza, sia sulle nuove tecnologie, ma anche su quelle attuali, evitando guerre ai diesel o comunque non creando panico da parte di istituzioni e industria.

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